52° Festival delle Nazioni : omaggio alla Cina. La manifestazione si tiene dal 25 agosto al 7 settembre

PERUGIA- Alla Cina, e alla sua cultura musicale, è dedicata la 52a edizione del Festival delle Nazioni, in programma da domenica 25 agosto a sabato 7 settembre 2019.

Con l’omaggio a questo Paese – attraverso un cartellone composto da venti eventi principali e numerose iniziative collaterali che si svolgeranno, come da tradizione, nei luoghi artistici di Città di Castello e di alcuni dei più suggestivi borghi dell’Alta Valle del Tevere – il Festival delle Nazioni esce di nuovo dai confini dell’Europa, a pochi anni di distanza dalla fortunatissima edizione dedicata all’Armenia, per rendere omaggio alla Repubblica Popolare Cinese in concomitanza con il settantesimo anniversario della sua nascita.
L’omaggio alla Cina del 52° Festival delle Nazioni sarà un viaggio musicale dalle atmosfere antiche di Pechino fino alle migliori espressioni artistiche del panorama contemporaneo cinese ed europeo, che vedrà la presenza di artisti autorevoli, talenti emergenti e produzioni inedite. Due i complessi orchestrali: la Shenzhen Symphony Orchestra diretta da Lin Daye e l’Orchestra della Toscana guidata da Hong Yin, solisti al pianoforte Jieni Wan e Francesco Libetta. Nell’ambito dei gruppi cameristici, spicca la prestigiosa presenza della European Chinese Chamber Orchestra, che aprirà la manifestazione, ma anche del violinista Ning Feng con il pianista Nicholas Rimmer e delle due musiciste cinesi Fu Wanying e Fu Yidan, che proporranno musiche tradizionali su strumenti originali con una creazione pittorica eseguita dal vivo da An Pei. L’assolo al pianoforte quest’anno sarà affidato alla cinese Sa Chen. Nell’ambito dei linguaggi contemporanei, è attesissimo Stefano Bollani con il progetto Napoli Trip; ma anche il concerto dedicato a Salvatore Sciarrino, con l’Ensemble Suono Giallo: il programma prevede tra l’altro la prima esecuzione assoluta di una composizione per flauto, affidata all’interpretazione del solista Matteo Cesari. Due saranno le produzioni originali del Festival delle Nazioni al debutto: 2 兩, uno spettacolo di Caterina Casini e Alessandro Stella liberamente tratto dall’Anima buona del Sezuan di Bertolt Brecht, con musica in prima assoluta di Antonio Gioia; e Turandot.com, «fiaba futuribile» con libretto, musica e regia del suono del compositore perugino Raffaele Sargenti. Tra i progetti speciali, inoltre, sarà di grande fascino la ricostruzione di una Messa dei gesuiti di Pechino ad opera dell’ensemble XVIII-21 Le Baroque Nomade diretto da Jean-Christophe Frisch, con un gruppo corale tifernate istruito da Marcello Marini e Alessandro Bianconi; mentre David Riondino e LaReverdie proporranno un viaggio musicale sulle tracce di Marco Polo nel Milione ovvero Il libro delle meraviglie; e ancora, Pochi avvenimenti, felicità assoluta, una drammaturgia di Maria Grazia Calandrone su musiche di Clara e Robert Schumann, nel bicentenario della nascita di Clara, con l’attrice Gaia De Laurentiis. Anche i giovani talenti saranno protagonisti, in diverse formazioni cameristiche: il duo del flautista Lorenzo Grittani e del pianista Maurizio Zaccaria; il trio composto da Sara Pastine al violino, Giulia Contaldo al pianoforte e Giovanni Punzi al clarinetto; i cantanti lirici perfezionati ai Corsi di alta formazione del Teatro Luciano Pavarotti di Modena; l’Orchestra e Coro giovanili del progetto Itinerari didattici musicali; infine i finalisti del terzo Concorso nazionale Alberto Burri, e il Caravaggio Piano Quartet, vincitore della scorsa edizione del premio e, proprio in questi giorni annunciato vincitore del Premio Piero Farulli nell’ambito del Premio Franco Abbiati 2019. Non mancherà, infine, la danza con un omaggio a Nijinskiij portato in scena dalla Compagnia EgriBiancoDanza.
Giuliano Giuman è l’artista cui il Festival delle Nazioni ha commissionato l’ideazione dell’immagine che rappresenta l’omaggio alla Cina: «Il rosso può essere considerato il colore nazionale cinese e simboleggia felicità, fortuna, amore – spiega il maestro perugino –. Prendendo spunto da questo, ho immaginato e realizzato un manifesto molto semplice, ma credo efficace, dal punto di vista estetico. Gli ideogrammi in alto a destra significano, in cinese, la parola ‘musica’. Quelli in basso, fuori quadro, sono la traduzione di ‘omaggio alla Cina’».

Ad aprire il 52° Festival delle Nazioni sarà il concerto della European Chinese Chamber Orchestra, vale a dire il gruppo formato da alcuni dei migliori strumentisti di origine cinese che, impegnati in ruoli di primo piano con le più importanti istituzioni musicali europee e occidentali, hanno deciso di riunirsi per eseguire insieme, in formazione cameristica, programmi di musica classica e cinese. Provenienti da orchestre quali la Deutsche Radio Philharmonie, i Münchner Philharmoniker, la Philharmonia Zürich, solo per fare qualche esempio, l’ensemble composto da Xiaoming Wang e Qi Zhou ai violini, Wen Xiao Zheng alla viola, Yao Feng al violoncello, Yun Sun al contrabbasso, Xiaoming Han e Ye Pan ai corni, eseguirà musiche di Rossini, Beethoven, Haydn e Mozart (Città di Castello, Chiesa di San Domenico, 25 agosto ore 21).
Il Festival delle Nazioni da sempre dedica una particolare attenzione alla valorizzazione dei giovani talenti. Ne è riprova il programma previsto per la seconda giornata, che prevede l’esibizione di gruppi cameristici che si sono particolarmente distinti, agli occhi del pubblico ma anche della commissione giudicatrice, in occasione delle prime due edizioni del Concorso Alberto Burri: il duo composto da Leonardo Grittani al flauto e Maurizio Zaccaria al pianoforte presenterà un suggestivo concerto dal titolo Un uccello canta non perché ha una risposta ma perché ha una canzone, proverbio cinese che vuole essere un invito a lasciarsi alle spalle la routine della vita quotidiana per godere pienamente della bellezza della musica. Nel caso specifico, saranno le musiche di Franz Schubert, Jules Mouquet, Albert Roussel, Carmen Fizzarotti, André Jolivet e della tradizione popolare cinese (Monte Santa Maria Tiberina, Castello Bourbon, 26 agosto ore 18). In serata, l’applauditissimo duo composto da Sara Pastine al violino e Giulia Contaldo al pianoforte, già conosciuto dal pubblico del Festival delle Nazioni perché vincitore del Concorso Alberto Burri 2017, sarà affiancato dal clarinettista Giovanni Punzi per un incontro musicale che consentirà di ascoltare brani del repertorio classico per violino e pianoforte, per clarinetto e pianoforte e per trio. In programma, musiche di Claude Debussy, Fritz Kreisler, Béla Bartók, oltre che del compositore vivente sino-americano Zhou Long, Premio Pulizer 2011 (Citerna, Chiesa di San Francesco, 26 agosto ore 21). Contestualmente ai concerti del Festival delle Nazioni, si svolgeranno inoltre le selezioni della terza edizione del Concorso nazionale Alberto Burri per gruppi giovanili di musica da camera: la prova degli ensemble finalisti, scelti dalla giuria tecnica, sarà aperta al pubblico (Città di Castello, Circolo degli Illuminati, 27 agosto ore 18).

Tra gli interpreti cinesi più interessanti del panorama attuale, il violinista Ning Feng è ormai noto e apprezzato in tutto il mondo. A Città di Castello si esibirà in duo con il pianista inglese Nicholas Rimmer, per un programma che concilia lirismo espressivo e punte di grande virtuosismo: oltre a Ludwig van Beethoven, Franz Schubert e Cesar Franck, i due interpreti eseguiranno le variazioni I palpiti di Niccolò Paganini (sull’aria «Di tanti palpiti» dal Tancredi di Rossini) nella versione per violino e pianoforte (Città di Castello, Chiesa di San Domenico, 27 agosto ore 21).
Seguirà un concerto interamente dedicato a Salvatore Sciarrino, con una selezione delle sue creazioni per ensemble e per strumento solo, con una composizione in prima esecuzione assoluta e una in prima nazionale. L’evento, oltre alla partecipazione del celebrato flautista Matteo Cesari, vedrà protagonisti i musicisti dell’apprezzatissima formazione strumentale Ensemble Suono Giallo, nata proprio a Città Castello ma già distintasi anche in altri importanti palcoscenici per le altissime qualità tecniche e interpretative (Città di Castello, Palazzo Vitelli a Sant’Egidio – Sala dei fasti, 28 agosto ore 21).
Giovani artisti del canto lirico, provenienti dalla Cina ma perfezionati al Teatro Comunale Luciano Pavarotti nei corsi di alta formazione guidati da Mirella Freni, troveranno nel Festival delle Nazioni una importante vetrina per mostrare i propri talenti (Città di Castello, Circolo degli Illuminati, 29 agosto ore 18).

2 兩 è il titolo della lettura scenico-musicale dal testo di Bertolt Brecht L’anima buona del Sezuan, uno spettacolo realizzato dal Festival delle Nazioni in coproduzione con l’Associazione culturale Laboratori Permanenti. I testi curati da Caterina Casini – che firma anche la regia – e Alessandro Stella, dialogheranno con le musiche originali per trio strumentale composte da Antonio Gioia su commissione del Festival ed eseguite in prima assoluta. Saranno impegnati sul palcoscenico gli attori Andrea Bianchi, Fabio Mangolini, Anna Maria Loliva, Caterina Casini e Claudio Giglio e gli allievi della Scuola Comunale di Teatro di Sansepolcro. Nello staff creativo figurano anche Stefano Macaione, ideatore degli oggetti di scena, e la costumista Angela Nocentini (Sansepolcro, Teatro alla Misericordia, 29 agosto ore 21).

Ricco di fascino sarà lo spettacolo Il Milione ovvero Il libro delle meraviglie che vedrà protagonisti l’attore David Riondino e l’ensemble strumentale LaReverdie, che da quasi trent’anni svolge attività di ricerca e riproposizione della musica medievale e primo-rinascimentale. In questa ricostruzione sonora del viaggio di Marco Polo saranno eseguiti brani dell’epoca tratti dal repertorio profano e religioso, quindi danze, mottetti, virelai e laudi; ma anche pagine capaci di riproporre atmosfere anatoliche e indiane eseguite con strumenti come il santur, le campane tibetane, la ribeca, le tabla e il bendir (Montone, Chiesa di San Francesco, 30 agosto ore 21).

Tra gli ospiti più attesi, Stefano Bollani sarà a Città di Castello con il progetto Napoli Trip, che lo vedrà suonare insieme a un ensemble di grandi talenti internazionali come il sassofonista Daniele Sepe, il clarinettista Nico Gori e il batterista Bernardo Guerra. Con questi artisti, che condividono il suo eclettismo e la sua voglia di sperimentazione, Bollani potrà suonare la musica che preferisce, usando Napoli come porto di partenza per approdare ogni sera in lidi diversi, lasciando libero spazio all’improvvisazione, passando da Raffaele Viviani a Nino Taranto, da brani originali composti dallo stesso Bollani fino ai nuovi classici di Pino Daniele (Città di Castello, Parco di Palazzo Vitelli a Sant’Egidio, 31 agosto ore 21).

Grazie alla prestigiosa presenza del direttore Jean-Christophe Frisch e del suo ensemble XVIII-21 Le Baroque Nomade, sarà proposta la Messa dei gesuiti di Pechino, ricostruzione di un esempio di liturgia musicale con brani tratti dai Cahiers de musique sacrée trasmessi dal missionario gesuita Joseph Marie Amiot, abbinanti alla Lauda per la Beata Vergine contenuta nel Tempio armonico di Giovenale Ancina, una delle poche pubblicazioni musicali conservate nella Biblioteca dei gesuiti francesi di Pechino. Accanto a strumentisti europei, suoneranno musicisti-cantori cinesi, che utilizzeranno anche strumenti della loro tradizione come yangqin, erhu, pipa e xiao, e sarà coinvolto anche un ensemble corale formato da artisti della Corale Marietta Alboni e della Schola Cantorum Anton Maria Abbatini istruiti rispettivamente da Marcello Marini e Alessandro Bianconi (Città di Castello, Chiesa di San Domenico, 1 settembre ore 21).

Vincitore del Premio Piero Farulli nell’ambito del Premio Franco Abbiati 2019, oltre che Concorso Alberto Burri 2018, il Caravaggio Piano Quartet eseguirà un programma estremamente vario dal punto di vista dell’estetica musicale: saranno a confronto composizioni di Gustav Mahler, Alfred Schnittke ed Ernest Chausson (Umbertide, Museo di Santa Croce, 2 settembre ore 18).

Considerata ovunque tra gli interpreti alla tastiera più dotati emersi recentemente dalla grande Cina, Sa Chen incanta con le sue performance le platee di tutto il mondo. Nel recital per il Festival delle Nazioni, la pianista proporrà il suo cavallo di battaglia, la musica di Fryderyk Chopin – ha vinto il premio per la migliore esecuzione di una polacca alla Chopin International Competition – oltre a Instants d’un opera de Pekin un brano del compositore vivente, originario di Shangai, Qigang Chen (Città di Castello, Chiesa di San Domenico, 2 settembre ore 21).

Tra i più apprezzati direttori d’orchestra cinesi della nuova generazione, Hong Yin, attualmente assistant conductor della Hangzhou Philharmonic Orchestra, sarà il protagonista del primo dei due concerti sinfonici in programma. Alla testa dell’Orchestra della Toscana, dirigerà la Quarta Sinfonia di Pëtr Il’ič Čajkovskij e il celebre ‘Rach2’, il Concerto per pianoforte e orchestra in do minore di Sergej Rachmaninov che vedrà brillare il talento virtuoso ed espressivo di Francesco Libetta (Città di Castello, Parco di Palazzo Vitelli a Sant’Egidio, 3 settembre ore 21).

La principessa cinese di ghiaccio, Turandot, così come il mondo tecnologico-digitale in cui la generazione di ragazzi oggi è immersa e da cui è costantemente attratta e manipolata, saranno al centro della ‘fiaba futuribile’ Turandot.com, una nuova produzione del Festival delle Nazioni realizzata in collaborazione con il sistema didattico musicale del territorio, la Scuola comunale di musica Giacomo Puccini di Città di Castello, l’Istituto comprensivo statale Alberto Burri di Trestina e alcuni giovani professionisti. Libretto, musica e regia del suono, su commissione del Festival, sono del compositore perugino Raffaele Sargenti, la regia di Tony Contartese, la direzione musicale di Mario Cecchetti. In scena l’Ensemble da camera di Città di Castello e il Coro di voci bianche dell’Associazione Octava Aurea e dell’Istituto comprensivo statale Alberto Burri di Trestina (Città di Castello, Teatro degli Illuminati, 4 settembre ore 18 e ore 21).

Alessandro Bianconi sarà alla testa dell’Orchestra e Coro giovanili degli Itinerari didattici musicali, vale a dire le compagini giovanili nate in seno al progetto educativo ideato dal Festival delle Nazioni nel 2015 per promuovere la cultura musicale nelle nuove generazioni e incentivarne l’educazione artistica. Ogni anno il progetto coinvolge i ragazzi delle scuole di tutto il territorio valtiberino per un’esperienza formativa musicale di grande impatto. Nel concerto che chiude il ciclo di lezioni e prove dedicato, quest’anno, a un programma musicale in omaggio alla Cina, le formazioni giovanili si esibiranno sul palcoscenico accanto alle musiciste Fu Yidan e Fu Wanying (Città di Castello, Chiesa di San Domenico, 5 settembre ore 18).
Nel bicentenario della nascita di Clara Schumann, il Festival delle Nazioni dedicherà alla pianista e compositrice tedesca una serata speciale: Pochi avvenimenti, felicità assoluta. Scene da un matrimonio, uno spettacolo basato sulla drammaturgia di Maria Grazia Calandrone, con musiche di Clara e Robert Schumann, che vedrà in scena la voce recitante di Gaia De Laurentiis insieme all’EsTrio (San Giustino, Cortile di Castello Bufalini, 5 settembre ore 21).

La musica tradizionale cinese, eseguita su strumenti originali, risuonerà nel concerto del duo composto dalle cinesi Fu Yidan e Fu Wanying, che suoneranno rispettivamente l’erhu, lo strumento ad arco più diffuso, e il guzheng, strumento a pizzico con ventuno corde (Morra, Oratorio San Crescentino, 6 settembre ore 18).

Quello con la danza è ormai un appuntamento fisso del cartellone tifernate. Quest’anno il Festival delle Nazioni ospiterà Omaggio a Nijinsky, una serata con la Compagnia EgriBiancoDanza che interpreterà tre creazioni originali firmate da Susanna Egri e Raphael Bianco dedicate all’eccezionale ballerino e coreografo di Kiev che ha segnato in modo indelebile la storia della danza classica (Città di Castello, Teatro degli Illuminati, 6 settembre ore 21).

Una delle più importanti orchestre sinfoniche cinesi, la Shenzhen Symphony Orchestra guidata dal suo direttore stabile Lin Daye, chiuderà infine la 52a edizione del Festival delle Nazioni. L’evento, realizzato in collaborazione con Emilia Romagna Festival, vedrà inoltre la partecipazione della pianista solista Jieni Wan e l’esecuzione di un programma di grande interesse, non solo per la presenza di due amatissimi brani del grande repertorio concertistico-sinfonico quali la Quinta Sinfonia di Čajkovskij e il Burleske di Richard Strauss, ma anche per la prima esecuzione italiana di My Motherland del compositore cinese Qianyi Zhang (Città di Castello, Parco di Palazzo Vitelli a Sant’Egidio, 7 settembre ore 21).

«Il Festival delle Nazioni conferma la sua straordinaria capacità di protendere nel mondo l’Umbria, terra ricca di cultura, bellezza e conoscenza che quest’anno, con l’omaggio alla Cina, potrà cogliere al meglio la grande opportunità di rafforzare insieme al suo carattere internazionale quel percorso di scambi e relazioni che da tempo la Regione porta avanti con numerose città, distretti e province della Repubblica Popolare Cinese – ha detto Fernanda Cecchini, assessore alla cultura della Regione Umbria – Attraverso la musica e la reciproca conoscenza delle diverse identità, tradizioni e cultura si uniscono i popoli: non è un caso se, nell’ambito dell’intensa attività di cooperazione dell’Umbria con la Cina, oltre ai settori produttivi e della formazione rivestono particolare rilievo proprio i rapporti intessuti fra prestigiosi festival e istituzioni culturali cinesi e quelli della nostra regione. Un legame che verrà rinsaldato da questa edizione del Festival che, con la sua vocazione a una dimensione sempre più internazionale, ancora una volta si distingue per l’elevata qualità della sua proposta artistica e la capacità di innovare arricchendo il panorama dei festival umbri e nazionali. Spettacoli, incontri, iniziative con protagonisti talenti cinesi e italiani porteranno nella nostra regione linguaggi espressivi e realtà artistiche della Cina, offrendo al pubblico un’occasione di crescita culturale e promuovendo allo stesso tempo l’Umbria, la sua ricchezza d’arte e storia, la sua qualità della vita, i suoi valori culturali senza frontiere».

«Il Festival Nazioni nell’oltre mezzo secolo di vita ha sempre colto attraverso il linguaggio universale della musica il cambiamento e le trasformazioni in corso, dedicando tante edizioni alla storica costruzione di un’Europa di pace, e oggi volgendo lo sguardo ai Paesi emergenti, non più esotici ma protagonisti degli scenari mondiali e delle nuove tendenze dei consumi culturali – hanno evidenziato Luciano Bacchetta, sindaco di Città di Castello, insieme a Michele Bettarelli, vicesindaco e assessore alla cultura – Ospitare la Cina è dunque stata una scelta quasi obbligata, oltre che una sfida, per il Festival, chiamato a nuove alchimie artistiche dalla globalizzazione e a confermare il ruolo centrale che svolge nel calendario di eventi estivi dell’Umbria. Per Città di Castello, che sta consolidando la sua immagine di meta turistica sul binomio arte e natura, il Festival rappresenta un appuntamento strategico a cui, specialmente guardando al futuro, dovremmo chiedere sempre di più per sostenere l’attrattività del territorio. Un compito ambizioso ma che certamente è all’altezza del Festival, quest’anno premiato dalla presenza di tanti talenti affermati, stranieri e italiani, e da un programma di eventi collaterali di forte richiamo anche per i tifernati».

«Scegliere la Cina come Nazione ospite del 52° Festival delle Nazioni non è stata una scelta facile – ha affermato Massimo Ortalli, vicepresidente del Festival delle Nazioni – Ma le sfide non hanno mai fatto paura al Festival delle Nazioni, e ne sono riprova, solo per fare gli esempi più recenti, l’Omaggio a Israele (2008) oppure quello all’Armenia (2014), che presentando simili ardui presupposti hanno fatto registrare poi un successo clamoroso e una soddisfazione ancor maggiore. E soprattutto le sfide non si vincono da soli, per questo è sincero e davvero sentito il ringraziamento nei confronti delle istituzioni che hanno creduto fin da subito al nostro ardito progetto e l’hanno sostenuto concretamente: la Regione Umbria in primis, ma anche il Comune di Città di Castello.
Voglio poi far notare come, così come avvenne per l’Armenia, anche la Cina, quest’anno, ci dia l’opportunità di entrare nel vivo di un dibattito di stringente attualità. Senza dilungarci sull’importanza della recentissima visita del presidente Xi Jinping in Italia, è noto che la Cina è diventata, in particolare negli ultimi anni, un riferimento fondamentale per l’Occidente, sia nell’ambito dei rapporti economici che di quelli culturali. Entrando più nel merito dell’edizione di quest’anno, voglio infine annunciare, con grande orgoglio, che finalmente, dopo anni di attesa, grazie al sostegno del nostro main sponsor Sogepu, il Festival delle Nazioni tornerà nel Parco di Palazzo Vitelli a Sant’Egidio, un luogo magico di Città di Castello, e di grande rappresentatività. Qui in passato il Festival ha ospitato artisti grandiosi e serate indimenticabili: solo per fare qualche nome, Luciano Pavarotti, José Carreras, Vittorio Gassman, Gigi Proietti, l’Academy of St Martin in the Fields, il Balletto del Bolshoi di Mosca. Questa sede, che ospiterà tre serate, consentirà di accogliere una quantità di persone all’altezza dei grandi eventi che si prospettano».

«La Repubblica Popolare Cinese, cui rendiamo omaggio nel settantesimo anniversario della sua nascita, è un Paese che sempre più prepotentemente si pone all’attenzione del mondo per la veloce modernizzazione, anche se non priva di contraddizioni sociali, e per la forte significativa attenzione e interesse rivolti alla cultura occidentale – ha sottolineato Aldo Sisillo direttore artistico Festival delle Nazioni – Il progetto artistico che sottende al 52° Festival delle Nazioni ricorderà i primi contatti fra il nostro Paese e la Cina, da Marco Polo all’arrivo di esploratori e viaggiatori come i gesuiti, che portarono le prime forme di sincretismo musicale fra le due tradizioni. Ma mostreremo anche l’aspetto più sorprendente per quel che riguarda l’evoluzione della cultura cinese degli ultimi venti anni, vale a dire la capacità di questo straordinario Paese di entrare nella comprensione e interpretazione della cultura musicale dell’Occidente. In questo quadro dobbiamo forse considerare anche il poderoso avanzare dello studio della musica occidentale da parte delle nuove generazioni cinesi, che pur non trascurando la loro provenienza culturale, raggiungono altissimi livelli nel repertorio della tradizione occidentale. Accanto a concerti con melodie e strumenti musicali della tradizione cinese, avremo inoltre modo di ascoltare esempi di composizioni, spesso in prima esecuzione nazionale, di autori che, pur non rinunciando alle suggestioni della tradizione cinese, scrivono con linguaggio occidentale. Infine, ci tengo a sottolineare con particolare enfasi l’impegno che anche quest’anno il Festival delle Nazioni dedicherà alla valorizzazione dei giovani musicisti. Se non è il caso di elencare tutte le iniziative per i giovani emergenti, vorrei però ricordare che anche quest’anno si rinnoverà l’appuntamento il Concorso Alberto Burri per gruppi giovanili di musica da camera, la manifestazione che si svolge tutti gli anni in concomitanza con il Festival delle Nazioni, e che offre a molti giovani talenti l’opportunità di misurarsi con il mondo professionistico della musica e di avviare in questo difficile mercato i primi passi. Per questo con grande soddisfazione abbiamo accolto la notizia che l’ensemble vincitore della scorsa edizione del Concorso, il Quartetto Caravaggio, ha vinto proprio qualche giorno fa anche il prestigiosissimo Premio Farulli nell’ambito del Premio Franco Abbiati della critica musicale italiana. Noi, naturalmente, avremo la fortuna di poter riascoltare il Caravaggio anche quest’anno, perché da tradizione il vincitore del Concorso suona nel cartellone principale dell’edizione successiva».