Successo per il convegno su Gregorio e Lilio tifernati

CITTA’ DEI CASTELLO – Sono tornati in città i due grandi intellettuali tifernati, Gregorio e Lilio, accompagnati da studiosi e ricercatori provenienti da vari atenei italiani (Firenze, Perugia, Napoli, Genova) e da ambiti di studio del mondo germanico e anglosassone. Sono tornati per essere presentati alla città, agli istituti scolastici cittadini, agli appassionati della cultura classica.

Come previsto dal programma del convegno, in calendario sabato 19 e domenica 20 marzo, l’intervento di apertura è stato affidato ad Enzo Mattesini dell’Università di Perugia, che ha svolto un ampio esame della cultura umanistica umbra ed ha messo in luce i vari passaggi dall’uso del latino all’uso del volgare, illustrando con efficacia le tante manifestazioni artistiche che hanno arricchito il panorama umbro. Concetta Bianca, dell’Università di Firenze, ha raccontato con ricchezza di particolari la presenza dei due umanisti nel mondo della Roma dei papi, mentre Edoardo D’Angelo (Università SOB di Napoli) ha tracciato il panorama della cultura dello Studium perugino nel Quattrocento e Ursula Jaitner-Hahner (Monaco di Baviera) ha raccontato la vicenda della ricezione delle opere che Gregorio e Lilio hanno consegnato alla storia. Uno spazio di particolare rilievo è stato occupato dagli studenti del liceo “Plinio il Giovane”, che – guidati da Roberto Fantini, insegnante di latino e greco – hanno letto con proprietà alcuni carmina di Gregorio Tifernate. Il presidente dell’associazione Storica dell’Alta Valle del Tevere, Andrea Czortek, ha presieduto la prima sessione, che si è conclusa con il buffet curato da studenti e docenti dell’istituto “Patrizi-Baldelli-Cavallotti” di Città di Castello.

La seconda sessione, guidata da Sandro Gentili, docente di letteratura italiana presso l’Università di Perugia, ha visto l’intervento di Donatella Coppini, dell’Università di Firenze, che ha esaminato con ricchezza di rilievi critici la produzione poetica di Gregorio Tifernate ed ha messo in luce sia i rapporti con la tradizione classica sia le relazioni con il panorama della cultura e della poesia dell’Umanesimo. Ancora all’opera di Gregorio sono stati dedicati gli interventi di John Butcher dell’Accademia di studi italo-tedeschi, Merano, di Marco Antonio Costantino dell’Università di Firenze e di Mariangela Regoliosi dell’Università di Firenze. Butcher ha letto e interpretato il “filellenismo” di Gregorio mettendo in rilievo il suo atteggiamento e paragonandolo a quello di altri grandi umanisti del Quattrocento. Alle dediche prefatorie a Niccolò V ha dedicato il suo studio Marco Antonio Costantino, mentre Mariangela Regoliosi si è concentrata sulla lettera che Gregorio ha scritto nel 1440 a Lorenzo Valla ed ha messo in rilievo con particolare efficacia il significativo profilo culturale del Tifernate, come emerge dall’analisi filologica del testo.

La sessione del 19 marzo è stata presieduta da Pasquale La Gala, già dirigente dell’istituto “F. Cavallotti”, ed ha registrato:  un ampio e dettagliato intervento di Ursula Jaitner-Hahner (Monaco di Baviera) sulla vita e l’opera di Lilio Tifernate; la lettura attenta che ha effettuato delle poesie latine Ilaria Pierini (Università di Firenze);  la puntuale analisi del metodo di traduzione, insieme ad un sistematico confronto tra il testo greco e quello latino, di Laura Saccardi (Università di Firenze) a proposito della XIII omelia, facente parte del corpus crisostomico e tradotta da Lilio Tifernate;  l’esame preciso ed approfondito effettuato da Stefano Pittaluga (Università di Genova), che si è soffermato sulle caratteristiche della traduzione che Lilio ci ha lasciato delle Verae Historiae di Luciano.

I lavori hanno visto la partecipazione, in appositi intermezzi, del Teatro dei 90 che, grazie alle performance delle sue brave attrici, è stato protagonista di letture di testi poetici rinascimentali, in un salone che ben si presta a rievocare i costumi di un’epoca, rappresentata significativamente sulle straordinarie pareti dipinte da Prospero Fontana e dai suoi collaboratori. Agli studiosi intervenuti in città e al pubblico Romanella Gentili Bistoni ha illustrato i contenuti degli affreschi che raccontano in ventidue riquadri le vicende politiche e militari della famiglia Vitelli dagli anni di Niccolò pater patriae a quelli Alessandro, di Vitellozzo e di Paolo.

Il commento conclusivo è stato svolto da Fabio Nisi, presidente dell’associazione Palazzo Vitelli a Santì’Egidio, che non solo ha ripercorso il senso delle ricerche effettuate e delle iniziative promosse negli ultimi anni, sia dall’associazione sia dal Centro studi “Mario Pancrazi”, ma ha auspicato la pubblicazione dell’edizione critica dei Carmina di Gregorio Tifernate, assumendone in prima persona l’iniziativa in tempi brevi.