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Una nuova Residenza sanitaria assistita per Umbertide

UMBERTIDE – Attivata la nuova Rsa (residenza sanitaria assistita) dell’ospedale di Umbertide. Dispone di dieci posti letto dedicati a quei pazienti per i quali non c’e’ la necessita’ di prolungare il ricovero ospedaliero ma che non sono ancora pronti per tornare al domicilio, in quanto clinicamente complessi, con necessita’ di valutazioni multidisciplinari, di ulteriori cure o controlli clinici, di riabilitazione per il ripristino dei livelli di autosufficienza, di assistenza infermieristica estensiva non domiciliare o anche di riorganizzazione del contesto familiare.

Oggi il direttore generale della Usl Umbria 1 Giuseppe Legato ha visitato la nuova Rsa insieme al sindaco di Umbertide, Marco Locchi (nella foto i due insieme alla dottoressa Daniela Felicioni dal profilo social del primo cittadino) , che ha sempre seguito ogni fase della sua realizzazione. Collocata al secondo piano nella parte antica dell’ospedale, la struttura si compone di cinque “confortevoli” camere con bagno e di un’ampia sala ristoro con televisore.

Tutte sono dotate di tv e di letti evoluti, con movimentazione elettrica a tre snodi. Nell’ambito della rsa l’azienda sanitaria si fa carico del comfort alberghiero e del personale infermieristico e socio-sanitario dedicato che e’ stato incrementato di sette unita’ (quattro oss e tre infermieri, mentre la coordinatrice e’ in comune con l’unita’ operativa di medicina), garantendo anche la consulenza dei medici ospedalieri specialisti e l’attivita’ diagnostico-terapeutica che si avvale dei servizi esistenti nell’ospedale. La gestione clinica dei pazienti e’ invece affidata ai medici di medicina generale, che si sono gia’ confrontati con la direttrice del Distretto Alto Tevere, Daniela Felicioni, apprezzando, anche sulla base delle prime esperienze di Citta’ di Castello, questo tipo di offerta assistenziale intermedia e flessibile con accesso ai medici di famiglia e ai familiari.

“La Rsa – ricorda il direttore Giuseppe Legato – è un servizio di livello e intensità assistenziale intermedia, capace  di garantire l’integrazione e la continuità delle cure tra il livello ospedaliero, territoriale e domiciliare e al tempo stesso una maggiore appropriatezza del ricovero ospedaliero, con riduzione dei tempi di degenza e dei posti letto che devono restare riservati ai pazienti acuti”.

Il ricovero in Rsa ha come obiettivo finale il recupero dell’indipendenza del paziente e il rientro al proprio domicilio, ed ha una durata che va dai 30 ai 60 giorni.