Si fermano a soccorrere un cane investito, ma nessuno interviene in loro aiuto. Lo sfogo dei ragazzi

MONTERCHI – Forse avrebbe potuto essere salvato: ma non lo sapremo mai. Quanto vale la vita di un cane investito, ferito, morente, abbandonato sul ciglio di una strada di notte e con le temperature tremendamente basse? Per chi l’ha investito e non si è fermato sicuramente poco. Chi avrebbe dovuto intervenire, soprattutto a seguito di numerose telefonate? Esiste “un ramo per la sanità animale della Usl,  ma a quanto pare di notte non interviene”. E se del cane non importa niente a nessuno, in fin dei conti, “è solo un animale”, allora chi di dovere avrebbe almeno potuto preoccuparsi della vita e dell’incolumità dei ragazzi che, sempre di notte e al freddo, si sono fermati in mezzo ad una strada, sicuramente non bella, come quella di Monterchi a prestargli soccorso. E se nessuno, addetto, interviene, a lasciare il caldo del proprio letto è “solamente” una volontaria che si precipita in soccorso del cane e dei ragazzi.

Un triste episodio, avvenuto lungo la strada di Monterchi lunedì notte (19 novembre), che ha spinto i ragazzi, amareggiati e soprattutto arrabbiati, a raccontarci.

“Abbiamo trovato questo cane – un bel Collie maschio – sul ciglio della strada in località Monterchi verso l’una di notte di lunedì 19 novembre: era stato investito da una macchina che non si è fermata a soccorrerlo, ma era vivo: respirava a fatica dal gran freddo. Lo abbiamo coperto con i nostri giacchetti. Poi abbiamo chiamato l’Usl veterinaria che se ne è subito lavata le mani, dicendoci: “lasciatelo lì domani mattina farò venire dei veterinari/o a prenderlo””.

I ragazzi allora hanno iniziato a telefonare a tutte le forze dell’ordine: “Siamo passati alle innumerevoli chiamate al 113, 118, polizia veterinaria, abbiamo chiamato veterinari, tutti i numeri che riuscivamo a trovare in internet li abbiamo chiamati, – raccontano – ognuno ci scaricava dicendo di chiamare un altro numero o un’altra persona, tutti riconducevano alla Usl che – sottolineano arrabbiati – non è intervenuta”.

Tra una chiamata e l’altra passano le ore e i gradi scendono: “Attorno alle 3 del mattino le temperature erano molto basse, l’asfalto era ghiacciato, il cane non riusciva più a tenere gli occhi aperti”.

Tra tanti insuccessi, le uniche parole di aiuto sono arrivate da un carabiniere, che ha risposto alla chiamata al 112 “che ci ha aiutato a trovare qualcuno che potesse intervenire sul quel povero cane. Abbiamo tentato un ultimo numero, ci ha risposto una signora, volontaria della Protezione Civile che senza troppe domande e giri di parole si è affrettata a saltare giù dal letto e venire in nostro aiuto, al suo arrivo il cane è stato caricato in macchina, avvolto dalle coperte e portato in una clinica”.

La mattina seguente i ragazzi hanno richiamato quella signora che nel cuore della notte era corsa in soccorso del cane, senza un guadagno, ma solamente per amore verso il prossimo, umano od animale che fosse. Purtroppo però la notizia che hanno ricevuto non era quella che speravano: il cane era morto.

I ragazzi, dopo quanto vissuto, sono arrabbiati: “Gli enti che dovrebbero aiutare queste creature non intervengono, ovviamente con questo non vogliamo dire che se c’è una mela marcia in un albero allora lo sono tutte, ma io faccio le veci di quello che ho vissuto. Inoltre – proseguono – vogliamo fare un appello anche ai proprietari di questo bellissimo cane per esattezza un collie maschio: i cani non sono giocattoli, non si sfruttano per i propri scopi e non si lasciano girare a piede libero”. Infine i ragazzi si rivolgono a colui che, dopo aver investito il cane, non si è fermato:
“Voi che lo avete investito, dovreste essere veramente sporchi dentro, non so come si fa a non avere un briciolo di umanità e sensibilità, le vere bestie siamo noi!”