Sedicenne deceduto a Riccione, parla il presunto pusher: “Avrei preferito morire io… “

CITTA’ DI CASTELLO – «Avrei preferito morire io piuttosto che il mio amico. Ho fatto una vera e propria sciocchezza…». Poche parole, rotte dalle lacrime, quelle del presunto pusher tifernate, che la sera fra sabato e domenica avrebbe ceduto la dose di Mdma al sedicenne deceduto in pista al Cocoricò. Il giovane e la famiglia hanno cambiato i legali, che dalle 18 di oggi sono gli avvocati Gianni ed Eugenio Zaganelli. I due, che domani (mercoledì 23 luglio) torneranno a Riccione per l’incarico, hanno nominato come perito tecnico Andrea Cottone di Rimini.
«Ci troviamo difronte ad una duplice tragedia – ha detto l’avvocato Gianni Zaganelli- la famiglia del sedicenne, a cui invio le mie più sentite condoglianze, ha perso il figlio , non da meno l’altra che avrà sulla coscienza la morte sul ragazzo. Con il giovane ci ho parlato, è distrutto, mi ha fatto tanta pena e ha pianto per tutto il tempo. Ha ammesso le proprie responsabilità dicendo di aver commesso una sciocchezza».
Nel frattempo c’è una nuova svolta sull’indagine. Una cessione di una minima dose di mdma ci sarebbe stata anche all’interno del Cocorico’ al sedicenne di Citta’ di Castello deceduto all’alba di domenica all’ospedale Ceccarini per un’overdose, dopo una serata nella nota discoteca di Riccione. A reperirla il diciannovenne indagato perche’ ritenuto il pusher. Una prima cessione di 3 grammi di ecstasy liquida, che il sedicenne e gli amici hanno consumato in mezzo litro d’acqua mentre aspettavano di entrare al Cocorico’, ci sarebbe stata tra il giovedi’ e il venerdi’, in città. Intanto e’ stato conferito questa mattina dalla Procura di Rimini l’incarico al medico legale, il dottor Pier Paolo Balli, per effettuare l’autopsia sul cadavere del sedicenne. L’autopsia sara’ effettuata domani mattina all’ospedale di Rimini. E sempre questa mattina, in procura, c’era l’avvocato Roberto Bianchi, che assiste la famiglia del giovane deceduto, che ha invece nominato come consulente il dottor Walter Patumi. Ampio il quesito, posto dal magistrato al perito che comprende oltre al test tossicologico, anche l’eventuale assunzione di alcol da parte del minorenne o di patologie preesistenti. Le indagini intanto proseguono prendendo spunto, appunto, da quanto messo a verbale durante l’interrogatorio del diciannovenne, domenica sera nel Tifernate, alla presenza dei carabinieri di Riccione e del difensore. Stando alle dichiarazioni del giovane, che e’ stato denunciato a piede libero per spaccio e morte come conseguenza di altro reato, avrebbe venduto una successiva minima dose di mdma al sedicenne all’interno della discoteca. Secondo quanto ha riferito, all’interno del locale avrebbe rincontrato il giovane deceduto e gli amici e alla loro richiesta di una successiva minima dose di droga si sarebbe dato da fare per trovarla tra le migliaia di giovani presenti sabato sera in discoteca per poi cederla ai minorenni. I 3 grammi di ecstasy liquida che il tifenrate e gli amici hanno consumato in mezzo litro d’acqua mentre aspettavano di entrare al Cocorico’ sarebbero invece stati ceduti dal presunto pusher ai ragazzini tra il giovedi’ e il venerdi’ precedente a Citta’ di Castello, mentre il pagamento sarebbe avvenuto all’arrivo il sabato sera a Riccione. Il diciannovenne ha poi fornito una descrizione sommaria del pusher all’interno del Cocorico’ dal quale si sarebbe rifornito per l’ultima ulteriore dose da cedere al giovane deceduto. Quell’ultima piccola dose probabilmente diventata mortale.