Ruba quattro collane nella nicchia della Madonna delle Grazie: incastrata dalle telecamere

CITTÀ DI CASTELLO – E’ entrata nella cappella della Madonna delle Grazie ed ha rubato alcuni gioielli conservati all’interno della nicchia che conserva la venerata immagine della patrona di Città di Castello. Il furto, però, è stato ripreso dalle telecamere di videosorveglianza, ed “è stato doverosamente denunciato alle forze dell’ordine” spiega il parroco, don Andrea Czortek.

Il furto è avvenuto ieri mattina, giovedì 16 aprile, poco prima delle ore 10. La “signora” ha sottratto quattro collane che “altrettante persone avevano portato per esprimere il loro ringraziamento a Dio, di cui avevano sperimentato la protezione. – spiega don Andrea in un post pubblicato su Facebook – Per questo motivo, al di là del loro reale valore materiale, esse possiedono un grande valore affettivo: sono segni della fede, dei sentimenti, degli affetti di chi ha vissuto un momento di dolore, di paura o di preoccupazione; manifestano la gratitudine di chi è scampato alla morte in un incidente d’auto e la speranza di chi ha avuto un figlio dopo un lungo tempo di attesa. Ecco perché si tengono lì e non si vendono. Chi li ha rubati – prosegue il sacerdote – ha rubato i sentimenti di chi li aveva offerti. Ci sono però dei momenti della vita nei quali ci troviamo in grande difficoltà e non riusciamo a rispettare le motivazioni dei gesti compiuti da altri; in questi momenti racimolare qualche soldo, anche in maniera illegale, ci può sembrare un modo per sfuggire un problema. Ecco perché diciamo alla signora che se chiederà aiuto alla nostra comunità – al parroco, al diacono, alle suore o a qualche laico che lei conosce – lo troverà”.

“Noi siamo qui, in attesa di poter ricollocare gli oggetti al loro posto e desiderosi di aiutare chi ha pensato che rubandoli avrebbe potuto risolvere qualche difficoltà. – prosegue il post – L’aiuto vero viene dai fratelli e noi cercheremo di fare la nostra parte. Se qualcuno dovesse ricevere una proposta di acquisto di questi oggetti sappia che si tratta di refurtiva e chi li acquista non aiuta la signora, ma commette anch’egli un reato”.