Rifiuti, braccio di ferro fra Città di Castello e Perugia: non entrano a Belladanza i camion che arrivano dal capoluogo

CITTA’ DI CASTELLO – Quattro camion di Gesenu, fermi all’entrata della discarica tifernate di Belladanza. Intorno alle 15, dopo circa due ore di stop, sono ripartiti carichi di rifiuti solidi urbani, alla volta di Perugia.

 

Mattinata movimentata alla discarica, quando si sono presentati ben 4 mezzi della Gesenu che trasportavano dei rifiuti. Arrivati all’entrata di Belladanza, però, non sono stati fatti entrare. E così i dipendenti hanno contattato i vertici della società, che sono arrivati a Città di Castello per cercare di sciogliere il nodo.

Il tutto mentre il Prefetto di Perugia, Claudio Sgaraglia, era nel comune tifernate a colloquio con il sindaco Luciano Bacchetta. Bocche cucite sui motivi dello stop e poi della ripartenza verso Perugia: gli enti preposti, infatti, non hanno voluto rilasciare dichiarazioni. Sicuramente il braccio di ferro fra Città di Castello e Perugia sulla questione dei rifiuti si sta facendo sempre più «caldo»: solamente ieri, giovedì 3 gennaio, il sindaco Luciano Bacchetta insieme all’assessore comunale Massimo Massetti e al presidente e al vice presidente del Consiglio comunale rispettivamente Vincenzo Tofanelli e Marco Gasperi, avevano indetto un incontro nelle sale della Provincia di Perugia, proprio su questi temi.

«Si sta compiendo un tentativo di mistificazione fuori luogo – aveva esordito Bacchetta, in risposta a quanti lo accusano di campanilismo – Città di Castello ha un impianto che è stato di recente rinnovato e adeguato (l’inaugurazione risale al luglio scorso) il cui costo è di circa 15 milioni di euro, di cui 3 milioni da fondi regionali e 12 milioni da una società partecipata comunale, Sogepu. Il vice sindaco di Perugia parla di questo impianto come regionale, cosa che non è affatto. Ma questo è un punto marginale della questione. Il fatto è, invece, che si continua a non affrontare il problema. La situazione di emergenza umbra, oramai datata, viene affrontata con delibere che vanno di mese in mese, scaricando ulteriormente sul nostro impianto tutti i problemi della comunità provinciale. Da ottobre l’impianto di Belladanza ha ricevuto ben 10 mila tonnellate di rifiuti in due mesi. A questi ritmi questo impianto rischia di chiudere in pochi mesi. Non è possibile che la comunità altotibeirna debba subire ritardi e inadempienze altrui. Rischiamo di essere immolati su un altare di non programmazione. Quello che contesto – conclude – è che la comunità di Perugia abbia la percezione che i problemi siano causati dal Comune di Città di Castello. Il Consiglio comunale di Città di Castello ha votato un documento con il quale chiedeva al proprio sindaco di intervenire affinché non ci fossero più queste situazioni. Sono mesi che si va avanti con proroghe senza interventi di programmazione. È necessario intervenire sulle due discariche del perugino ancora oggi inspiegabilmente chiuse». Pare che quella di Borgo Giglione sia prossima all’apertura.