Morì per overdose in un casolare a Cesa: condannato lo spacciatore

AREZZO – Per la morte di Sara Smhai, la 19enne originaria del Marocco e residente a Sansepolcro, che morì l’11 marzo 2017 in un casolare di Cesa, (Ventenne morta a Cesa: era stata in città), è stato condannato ad 8 anni, per morte in conseguenza di altro reato e per spaccio, il magrebino Jbeil Moez, indicato come lo spacciatore che fornì le sostanze alla ragazza.

La sentenza è arrivata ieri, martedì 6 novembre, per voce del gip Fabio Lombardo. Il magrebino dovrà scontare sei anni per morte in conseguenza di altro reato e due anni per spaccio. Inoltre il gip ha disposto un’ammenda di 18mila euro ed un maxi risarcimento da 400mila euro alla famiglia della giovane.

Sara morì di overdose: l’autopsia chiarì che la morte fu causata da un mix di sostanze, farmaci e alcol. La giovane stava trascorrendo un fine settimana in una villetta di Cesa assieme al fidanzato ed al magrebino condannato: furono i due ragazzi a portare la cocaina e l’eroina che venne consumata durante la tragica serata. A scoprire il corpo esanime della 19enne fu la proprietaria di casa al mattino che chiamò immediatamente i soccorsi.