Istanza di fallimento di Sogepi srl: ancora attesa per i dipendenti

UMBERTIDE – Nubi nere offuscano il futuro dei dipendenti di Sogepi srl, azienda in fallimento. Il tribunale di Perugia, infatti, deve pronunciare la sentenza nei prossimi giorni.

Un momento importante per una cinquantina di dipendenti in attesa della dichiarazione di fallimento, con cui poter cercare di recuperare almeno una parte delle proprie spettanze, in primo luogo attraverso il Fondo di Garanzia attivo presso l’Inps.

La questione, di carattere giuridico, ne richiama un’altra di carattere umano ancora prima che economico, come spiega Paolo Ippoliti nelle pagine de La Nazione di oggi.
Erano i primi di agosto dell’anno scorso quando Gabriele Bartolini, noto e stimato imprenditore, si uccise, denunciando la sua incapacità di risollevare la sue aziende – la Cobem, Gema e Sogepi- dalla crisi. Sul banco degli imputati soprattutto le banche che avevano chiuso i rubinetti dei finanziamenti. La vicenda fece scalpore e Bartolini assunse al ruolo di simbolo di tutti gli imprenditori abbandonati dallo Stato e dal sistema creditizio, molti dei quali avevano finito di pagare con la vita la crisi. Umbertide rimase sconvolta, mentre i sindacati presero in mano la situazione cercando di trovare una soluzione che garantisse o la continuità della produzione industriale nel settore dell’automotive o le spettanze dei dipendenti, rimasti senza una guida e senza un futuro. Ad oggi la Cobem ( una trentina gli operai) è riuscita a ripartire, pur con qualche difficoltà legata attualmente alle difficoltà generali del settore. Per quanto riguarda invece Gema nel febbraio dell’anno scorso è giunta la sentenza di fallimento che ha dato modo ai venti ex dipendenti di presentare le proprie richieste agli organi fallimentari ed al Fondo di Garanzia. Resta aperta la questione della gemella Sogepi – 50 gli operai in attesa di una buona notizia dal tribunale – che auspicano una analoga pronunzia di fallimento «per poter iniziare ad ottenere – dice un operaio – quanto ci spetta. «Va detto che i crediti lavorativi risalgono all’estate del 2017, per cui il non avere ancora conseguito nulla costituisce per noi un disagio particolarmente rilevante».