E45, scatta la richiesta danni. Parla l’avvocato Pecorari: “Aziende stanno subendo rincari: risarcimenti per milioni di euro”.

CITTA’ DI CASTELLO – Risarcimenti per milioni di euro. A chiederlo sono una quindicina di aziende dell’Altotevere umbro, da San Giustino a Pierantonio, che questa mattina (venerdì 1 febbraio) tramite l’avvocato Marcello Pecorari hanno presentato e depositato alla Procura di Arezzo, quali soggetti danneggiati, una vera e propria richiesta danni legati al sequestro del viadotto Puleto e alla conseguente chiusura della E45 .
Nel documento si legge che «le aziende hanno da sempre utilizzato la E 45 in direzione Ravenna per svolgere la propria attività di trasporto o per commercializzare i propri prodotti. Attualmente la chiusura per pericolo di crollo del viadotto Puleto della E 45 e l’assenza di viabilità locale alternativa verso Ravenna, costringono le suddette aziende a precorrere altri itinerari, molto più lunghi e dispendiosi, quali la tratta Arezzo – Firenze – Bologna o la tratta Fano – Ravenna».
«In entrambi i casi le aziende stanno subendo un costante aggravio di costi in relazione ad ogni singolo trasporto, sia per maggiori chilometri percorsi (con aumento dei costi dei carburati e dell’usura dei mezzi), sia per le maggiori ore di guida degli autisti (con aggravio dei costi dei dipendenti), sia per il costo della autostrada che prima veniva evitato grazie alla E 45. Oltre ai suddetti danni diretti, – aggiunge il legale – le aziende stanno subendo un ulteriore danno per l’avvenuto aumento del costo delle materie prime dalle stesse utilizzate (per esempio costo del gasolio da autotrazione), in quanto stanno aumentando i costi per trasportare su gomma le materie prime nell’Alta Valle del Tevere». “L’aumento dei costi di trasporto – precisa l’avvocato Pecorari – sta causando anche la perdita di comemsse che vengono affidate ad altre aziende di trasporto non interessate dalla chiusura della E 45”
Per l’avvocato Pecorari ci sono degli aggravi anche di «100 euro circa per ogni singolo viaggio verso il nord partendo dall’Altotevere”. Inoltre gli imprenditori di ben tre aziende che lavorano nel settore della produzione e commercializzazione in tutto il mondo di manufatti hanno evidenziato, afferma l’avvocato, «di aver visto aumentare i costi delle materie prime del 20% circa», senza dimenticare che per le imprese legate al mondo del trasporto c’è stato un aggravio «di 8 millesimi al litro per il gasolio da trazione: il prodotto, infatti, non arriva più da Ravenna ma da altre raffinerie».
Il legale ha così presentato questa prima «richiesta danni alla quale ne seguiranno altre per ulteriori aziende e soggetti danneggiati da quanto accaduto ».