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Dopo oltre venti anni scopre che i figli non sono i suoi: i magistrati danno l’ok al disconoscimento

CITTA’ DI CASTELLO – Ha accudito per oltre 20 anni i figli come se fossero suoi, dandogli il proprio nome e pagandone anche gli alimenti: ma solo dopo tanto tempo scopre che quei «bimbi» non sono suoi, ma di un altro uomo.  Una lunga storia che si è conclusa in questi giorni nella Corte d’Appello del tribunale di Perugia, dove un cinquantottenne altotiberino, rappresentato dall’avvocato Marcello Pecorari (nella foto) , è riuscito finalmente a disconoscere i due figli, un maschio e una femmina, nati da un rapporto clandestino della moglie. Una vicenda nata prima del 1990, quando i due si sposano: un matrimonio ‘riparatore’, visto che la donna era incinta del fidanzato.

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I due convolano a nozze poi, come tutte le coppie, vanno a vivere da soli. Dopo qualche mese nasce il primo figlio, un maschietto. All’altotiberino sembra di ‘toccare il cielo con un dito’: un lavoro, una moglie e anche il primo figlio. La vita trascorre tranquilla e dopo circa tre anni la donna resta incinta di nuovo: questa volta di una femmina. E così l’uomo è ancora padre.

Un maschio e una femmina. Una famiglia che continua a vivere, in maniera dignitosa e decente. Fino al 2006, quando il cinquantottenne inizia ad avere qualche sospetto sulla moglie. Le continue uscite serali delle donna, quelle telefonate di nascosto insieme a lunghe assenze fanno nascere dubbi. E così decide di passare all’azione. Un giorno decide di tornare a casa prima del tempo e scopre la relazione extraconiugale della moglie. Immediatamente iniziano le pratiche per la separazione, e fra una udienza e l’altra, all’uomo viene un altro atroce sospetto: e se non fosse il padre naturale dei figli? E così, decide insieme al legale di eseguire il test del Dna. Nel frattempo la causa di separazione si conclude e il giudice decide che sarà il padre a pagare gli alimenti ai figli. Un bel giorno però, tornano i risultati dell’esame del Dna e l’altotiberino si è visto crollare il mondo addosso: nessuno dei due figli di cui si prende cura da oltre 20 anni sono suoi.

A questo punto chiede al tribunale il disconoscimento della parternità. In primo grado i giudici del tribunale di Perugia rigettano la richiesta. Subito l’avvocato di fiducia si rivolge alla Corte di Appello, che accetta la richiesta per il disconoscimento dei due ragazzi (che nel frattempo sono diventati maggiorenni).

Non solo, ma il legale sta iniziando anche una causa per il risarcimento danni. Una vicenda che alla donna potrebbe costare molto cara.