Da Genova all’Alto Tevere per rifornire il mercato dei narcotici. Fra le 14 ordinanze di custodia cautelare anche 2 altotiberini

PERUGIA – Smantellata una fitta rete di narcotrafficanti, con 14 ordinanze di misura cautelare, che riforniva il capoluogo e la provincia di Genova ed aveva anche contatti con Perugia e l’Alto Tevere. I carabinieri del Comando Provinciale di Genova hanno infatti eseguito oggi l’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 14 persone, ritenute a vario titolo, responsabili di cessione e detenzione di sostanze stupefacenti, con le aggravanti della forma continuata, concorsuale e dato l’ingente quantitativo in essere.

Tra le 14 persone anche due residenti dell’Alta Valle del Tevere, un cittadino residente a Città di Castello, I.M. classe 1942 ed un cittadino residente nel comune di San Giustino, F.B. classe 1969. L’esecuzione dell’ordinanza ha riguardato le province di Genova e Perugia con l’impiego di oltre cinquanta Carabinieri del Comando Provinciale supportati dai colleghi umbri e dal Nucleo Cinofili di Villanova d’Albenga.

I provvedimenti cautelari giungono al termine dell’indagine denominata “BARBABLU”, avviata nel febbraio 2018 dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Genova sotto la direzione ed il coordinamento del Sost. Proc. Dott. Federico Manotti per sviluppare alcuni elementi investigativi acquisiti nel corso di una pregressa attività, la “PRÊT À PORTER”, che aveva acclarato l’operatività di due sodalizi criminali organizzati dediti all’importazione dal Marocco, via Spagna e Francia, di tonnellate di sostanza stupefacente del tipo hashish e marijuana (in gran parte sequestrate) destinati a rifornire all’ingrosso il mercato nella provincia di Genova e di altre realtà del territorio nazionale (Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, Puglia, Lazio, Sicilia).

I due soggetti arrestati in Umbria, sono stati entrambi sottoposti agli arresti domiciliari e sono ritenuti responsabili, in concorso fra loro ed altri due soggetti genovesi, di aver posto in essere quanto necessario ad acquistare ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti, Hashish. Nell’arco temporale dicembre 2018 – giugno 2019, i Carabinieri di Genova hanno monitorato diversi incontri tenutisi nel Capoluogo ligure tra quattro indagati, propedeutici alla definizione della trattativa di acquisto. In almeno cinque occasioni i militari dell’Arma hanno visto concludersi gli incontri con lo scambio di buste di nylon consegnate dai genovesi agli umbri. L’ipotesi che le buste potessero contenere il denaro necessario per l’acquisto dello stupefacente da parte dei perugini per conto dei genovesi è stata confermata nel mese di giungo 2019 quando l’indagato tifernate I.M., fermato per un controllo a bordo della propria vettura al termine di un incontro, è stato trovato in possesso della somma di 80.000 euro suddivisa in otto mazzette riposte in sacchetti di nylon.      

Nell’ambito dell’indagine precedente, infatti, era stato possibile monitorare un incontro tenutosi nel quartiere di Sestri Ponente tra uno degli indagati di allora, residente a Carmagnola (TO), e due uomini genovesi noti agli operanti quali soggetti gravitanti negli ambienti del narcotraffico. Motivo dell’incontro era la consegna di una campionatura di hashish, importato via terra dalla Spagna, da sottoporre alla valutazione dei due genovesi per il possibile acquisto di una consistente fornitura. L’approfondimento investigativo di quel preliminare incontro ha consentito di comprovare, in due anni circa di attività condotta con metodi d’indagine sia tradizionali che tecnici, l’esistenza di una radicata rete di soggetti, in prevalenza italiani stanziali a Genova, ripartiti in gruppi operativamente autonomi ma interconnessi in caso di mutua necessità o per ragioni di approvvigionamento e scambio/comunanza di contatti, dediti allo smercio di ingenti quantitativi di hashish da distribuire a Genova ed in provincia.

Prima di essere smistato, lo stupefacente veniva stoccato all’interno di garage e magazzini cittadini, cambiati di frequente per non attirare particolare attenzione ed eludere le attività investigative delle Forze di polizia.

Le indagini hanno anche dimostrato l’efferatezza riposta nel perseguire gli scopi criminali. Un indagato di origine slovena, infatti, destinatario di custodia cautelare in carcere, non ha esitato nell’avvicinare un soggetto genovese in contatto con un altro degli odierni arrestati per percuoterlo pesantemente, dopo averlo minacciato puntandogli una pistola, al fine di farsi consegnare la somma di 80mila euro per risarcire un debito maturato nell’ambito di un’operazione di acquisto di una partita di stupefacente proveniente dalla Spagna non andata a buon fine e rispetto della quale l’aggredito fungeva da garante. Dopo il pestaggio, per rafforzare ulteriormente la concretezza dell’intimazione, l’aggressore si è fatto consegnare la macchina intestata alla madre della vittima, una Mercedes Classe A a bordo della quale, a distanza di un mese da quell’episodio, è stato arrestato in flagranza di reato poiché trovato in possesso di oltre 5 kg. di hashish di cui aveva provato a disfarsi lanciandoli dall’abitacolo prima di essere fermato dai Carabinieri.           

Nel suo intero corso l’indagine ha consentito di arrestare in flagranza venti persone ex art. 73 D.P.R. 309/90, arrestare su ordine di custodia cautelare, nell’ambito di un altro procedimento connesso, due soggetti genovesi per artt. 73 e 80 D.P.R. 309/90, sequestrare oltre 98kg di hashish e 21 grammi di cocaina, oltre che sequestrare € 79.950,00 in banconote di diverso taglio, riconducibili all’attività illecita. 

Gli odierni provvedimenti hanno portato in carcere sei persone, altre due sono state sottoposte agli arresti domiciliari. Per ulteriori sei soggetti è stato disposto l’obbligo di dimora con divieto di allontanamento dalla propria abitazione nell’arco temporale 19:30 – 07:00. Uno di loro è risultato irreperibile ed è attivamente ricercato sul territorio nazionale.