Via del Popolo, la Confcommercio incalza il Comune: “Si deve sistemare la strada”

CITTA’ DI CASTELLO_ «Non sono più rinviabili i lavori di sistemazione della struttura in via del Popolo che creano forti disagi in una delle zone di accesso al centro storico». Anche la Confcommercio altotiberina, sollecita il Comune perché metta in atto tutto quanto è in suo potere per dare una svolta alla situazione. Era il 28 dicembre 2012 quando parte del tetto di palazzo Vitelli (di proprietà privata) improvvisamente cadde con alcuni cornicioni che finirono sulla via sottostante fortunatamente senza ferire nessuno, ma poteva andare peggio. Via del Popolo, una delle vie cruciali del centro storico, unico accesso diretto per piazza Gabriotti, da allora è chiusa al traffico veicolare. Quasi 4 anni con proteste di residenti e cittadini: adesso anche la Confcommercio  torna a incalzare l’amministrazione. «Di certo – sottolinea il presidente dell’associazione tifernate Mauro Smacchia – la situazione attuale non è più sostenibile: via del Popolo è la porta di accesso alla città, e risulta di fatto “strozzata” a imbuto, con enormi problemi per la viabilità, per il carico e scarico delle merci, per la piena e tranquilla fruizione delle attività commerciali, fortemente penalizzate. Sappiamo che il Comune segue con attenzione la vicenda, ma a questo punto bisogna fare un passo in più per dare risposte concrete ai cittadini, senza attendere oltre». E l’associazione di categoria scatta una fotografia di quanto accade quotidianamente lungo la strada, parlando non solo dei disagi enormi, ma, cosa ben più grave, seri rischi per l’incolumità delle persone e per la sicurezza della circolazione stradale. E ricorda quanto già fatto. «Confcommercio – spiega il vertice – già molti mesi fa aveva inviato una lettera all’amministrazione facendo presente questa emergenza, e ha continuato a monitorarla con attenzione. Purtroppo le assicurazioni ricevute su un imminente avvio dei lavori non hanno ancora trovato concreta attuazione, per cui l’associazione, dando voce anche al crescente malcontento e alla preoccupazione delle imprese e dei cittadini, torna a ribadire l’urgenza e non ulteriore rinvio degli interventi».