Unire le forze per contrastare i tumori: giovedì il convegno promosso dall’AACC

CITTÀ DI CASTELLO – Unire le forze per dare una risposta come territorio, nelle sue articolazioni istituzionali, sanitarie, politiche e del volontariato, all’esigenza di contrastare la proliferazione dei tumori. E’ l’obiettivo dell’incontro pubblico che l’Associazione Altotevere Contro il Cancro promuoverà, con il patrocinio del Comune, giovedì 27 giugno alle 17 nella sala delle conferenze della biblioteca Carducci di Città di Castello.

“Analisi della patologia tumorale nel contesto dell’Altotevere: incidenza, clinica e prevenzione, sorveglianza ambientale” è il tema dell’iniziativa, che, con la moderazione del dirigente medico dell’ospedale di Città di Castello Gaetano Zucchini, vedrà i contributi di Fabrizio Stracci, del Dipartimento di Medicina Sperimentale dell’Università di Perugia, con una relazione su “Epidemiologia dei tumori nell’Altotevere” e di Franco Biagioni, dirigente medico dell’Unità Operativa di Oncologia Medica dell’ospedale di Città di Castello, con un intervento su “Clinica, diagnosi precoce e prevenzione dei tumori: stato dell’arte e prospettive”.

Le testimonianze di alcuni pazienti sul percorso di cura della malattia faranno parte di un dibattito al quale sono invitati tutti coloro che vogliano conoscere l’attualità della patologia tumorale e le azioni per la promozione della salute pubblica. L’iniziativa è stata presentata stamattina in una conferenza stampa in Comune, nella quale il sindaco Luciano Bacchetta e l’assessore al Sociale Luciana Bassini hanno sottolineato “l’importanza di offrire alla comunità un contributo conoscitivo corretto sull’incidenza dei tumori nel territorio, perché si possano intraprendere tutte le azioni utili a promuovere la prevenzione e la cura delle diverse patologie”.

“Tra allarmismo e sottovalutazione è fondamentale sostenere la giusta via della conoscenza”, ha puntualizzato Bacchetta, che insieme all’assessore Bassini ha dato atto all’Aacc dell’impegno trentennale sul versante della sensibilizzazione della popolazione, del sostegno ai malati e del miglioramento dei servizi. Nel solco di un lavoro nella sanità, come dirigente medico dell’Usl Umbria 1, e nella politica, come consigliere comunale proponente di un ordine del giorno che verrà discusso nella seduta odierna della massima assise cittadina, Gaetano Zucchini ha rimarcato “la necessità di avviare concretamente tutte le azioni che permettano di conoscere e contrastare i fattori di rischio, facendo magari dell’Altotevere un territorio precursore per studi scientifici e iniziative di prevenzione sui tumori”.

Lo stesso Zucchini ha esposto i principali aspetti della situazione locale che giustificano la mobilitazione: anche se l’Umbria risulta avere una media per morti per tumore (circa 7mila casi all’anno) con tassi inferiori rispetto alle altre regioni italiane (7,3 morti ogni 10mila abitanti per le donne e 8,6 per gli uomini, contro una media nazionale posta tra 7,9 e 10,0, rispettivamente) gli indicatori epidemiologici del Registro Tumori Umbria (RTUP) evidenziano che il comune di Città di Castello ha il più alto tasso standardizzato (per 100mila abitanti) di incidenza delle patologie per gli uomini (893,28) ed il secondo per le donne (533,62), risultando primo a livello regionale per il tumore gastrico. Fattori genetici, ma anche stili di vita e inquinamento ambientale, risultano i principali elementi che incidono nella diffusione delle patologie, al di là delle caratterizzazioni territoriali. A rafforzare l’istanza di una sinergia ancora più stretta nel territorio tra le risorse istituzionali, sanitarie, politiche e del volontariato è stato il presidente dell’Aacc Italo Cesarotti, che ha dato conto della determinazione del sodalizio, dopo trent’anni di impegno a tutto campo, a “lavorare per migliorare la prevenzione, magari con uno screening specifico per il tumore gastrico, e la cura, facendo leva sulla generosità della comunità locale, ma anche sulla professionalità dei reparti ospedalieri specializzati in questa tipologia di malattie, che ben al di là di sanitopoli, sono un’eccellenza indiscutibile del nosocomio di Città di Castello”.