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Un francobollo commemorativo per i 150 anni della nascita dello scultore Elmo Palazzi

CITTÀ DI CASTELLO- I 150 anni dalla nascita di Elmo Palazzi saranno celebrati con l’emissione di un francobollo commemorativo che testimonierà il rilievo nazionale dello scultore tifernate e della sua opera artistica.

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha accolto la richiesta avanzata dal Circolo Culturale Luigi Angelini di Città di Castello e il 23 dicembre 2021, data in cui ricorrerà l’anniversario, procederà all’emissione della carta-valore postale dello Stato.

“E’ un importante riconoscimento per l’importanza storica della figura di Elmo Palazzi, ma anche per Città di Castello”, afferma Luigi Chieli, presidente del Circolo Culturale Luigi Angelini.

“Siamo onorati e orgogliosi che il Ministero dello Sviluppo Economico abbia ritenuto opportuno celebrare l’opera del nostro concittadino e abbia accolto la nostra richiesta di realizzare un francobollo commemorativo, includendola nel ristretto novero delle emissioni annuali programmate per il 2021”, sottolinea Chieli.

“Per noi è il coronamento di un percorso di valorizzazione dell’opera di Palazzi iniziato nel 2004 con il restauro del monumento all’XI settembre 1860, nell’ambito di un impegno costante per la salvaguardia e la riqualificazione del patrimonio artistico e culturale di Città di Castello, al quale tutti i Soci del Circolo Angelini sono particolarmente affezionati”,  aggiunge Chieli, nel ringraziare “il Ministero dello Sviluppo Economico, che con nota a firma del Vice Ministro Senatore Gilberto Picchetto Fratin ha comunicato l’accoglimento dell’Istanza in parola, e i rappresentanti tifernati nelle massime istituzioni della Repubblica, il Sottosegretario di Stato per lo Sviluppo Economico Anna Ascani e il deputato Walter Verini”.

Il monumento equestre collocato in piazza Raffaello Sanzio, realizzato nel 1914 per celebrare la liberazione di Città di Castello dallo Stato Pontificio e l’annessione al Regno d’Italia da parte del Regio Esercito che avvenne l’11 settembre del 1860, è la traccia più emblematica lasciata a Città di Castello da Palazzi, parte della cui gipsoteca è custodita nella Pinacoteca comunale di Palazzo Vitelli alla Cannoniera grazie alla donazione degli eredi.

Il suo archivio, composto da bozzetti di opere, corrispondenza, fotografie, diplomi e da una biografia, è stato dichiarato dalla Soprintendenza Archivistica e Bibliografica dell’Umbria e delle Marche di interesse storico particolarmente importante ed è stato sottoposto a tutela, ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio, come testimonianza dell’attività e della vita di “un grande artista umbro del primo Novecento”.

Nato il 23 dicembre del 1871 a Città di Castello, dove morì a 44 anni il 9 dicembre del 1915, Elmo Palazzi si formò come scultore alla Scuola di Arti decorative di Firenze.

Nel 1895 si trasferì a Roma e frequentò lo studio di Ettore Ferrari (autore del monumento a Giordano Bruno nella piazza romana di Campo de’ Fiori) per perfezionarsi nella scultura. Palazzi si inserì nella vita artistica della capitale partecipando con successo ad esposizioni e concorsi.

Di Ferrari fu discepolo, non solo dal punto di vista dell’arte ma anche per la fede repubblicana e per l’affiliazione al Grande Oriente d’Italia che caratterizzava alcuni ambienti artistici dell’Italia umbertina.

Poco più che trentenne ma già malato di cuore, Palazzi tornò a vivere a Città di Castello nel 1903.

Nella sua città continuò per quanto possibile la produzione artistica e fu tra i fondatori della Scuola Operaia G.O. Bufalini.

Tra le opere di maggiore importanza figurano l’“Allegoria della Vittoria” (1910), una delle quattro Vittorie alate sul Ponte Vittorio Emanuele a Roma; l’“Allegoria dell’Umbria” sul coronamento del monumento a Vittorio Emanuele II, meglio noto come Vittoriano, poi divenuto Altare della Patria, inaugurato a Roma nel 1911; il monumento al conte Gherardi a Senigallia (1903), il monumento al senatore  Matteo Renato Imbriani Poerio (1907) a Canosa di Puglia; il monumento all’XI Settembre 1860 (1914) a Città di Castello.