Turismo, a Monte Santa Maria Tiberina numeri da record: incremento del 75% con oltre 16 mila visitatori

MONTE SANTA MARIA TIBERINA – Talmente innamorati del borgo antico, della peculiarità ambientali e culturali del territorio che non hanno avuto paura a sfidare la paura del sisma. In un anno nero per l’Umbria, in Altotevere c’è anche un piccolo comune che ha fatto un aumento da record.
E’ il Monte Santa Maria Tiberina, che ha registrato un incremento del 75% di turisti: si passa dai 9 mila e 500 del 2015 alle 16813 presenze del 2016. «Siamo molto soddisfatti» hanno detto dalla giunta comunale, che vede a capo il sindaco Letizia Michelini, giovane avvocato, insieme al vice Lorenzo Melelli e a Michele Simoni. «Questo risultato parte da lontano – hanno aggiunto – è iniziato nella passata legislatura e noi stiamo proseguendo il lavoro». Una operazione contraddistinta da numerosi step: le importanti mostre artistiche organizzate al Castello Bourbon del Monte, i convegni di caratura internazionale e la partecipazione al «progetto comunità ospitale». Creato dalla rete dei «Borghi Autentici d’Italia», la «comunità ospitale» si basa sull’idea di turismo di comunità, che unisce i concetti di esperienziale, sostenibile, responsabile e collaborativo, per creare in sede locale un’offerta turistica integrata. «Il nostro territorio ha trovato una chiave di volta ideale con questa idea, capace di attirare visitatori sia italiani che stranieri, – hanno aggiunto – dal momento che il Borgo non ha registrato nel tempo stravolgimenti importanti, siamo lontani dalla presenza di culture intensive o di insediamenti industriali che avrebbero potuto modificare l’orizzonte». Gli amministratori, però non nascondono il lavoro che c’è stato dietro con «particolari scelte culturali realizzate in perfetta sinergia tra enti,associazioni, pubblici esercizi ed imprenditori privati». Un mix di azioni che hanno portato i turisti in un piccolo borgo a cavallo di Umbria e Toscana, senza dimenticare la riapertura del camping. «Ci sono visitatori di tutti i tipi – hanno sottolineato- quelli mordi e fuggi, che si fermano come tappa fra altre città, quelli spinti da motivazioni religiose che vanno a visitare luoghi sacri, oppure quelli che hanno il desiderio di vivere una vacanza all’insegna della natura e della tranquillità». La collocazione, al confine fra le due regioni, ha lasciato lontano anche il ricordo dei terremoti che hanno danneggiato la Valnerina. «Adesso il nostro obiettivo – hanno concluso – è quello di confermare questi numeri e, perchè no, di far aumentare i turisti che arrivano nel nostro borgo, attirati dalle proposte, che mettono in luce le peculiarità ambientali e culturali del territorio».