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Settore grafico e cartotecnico: incomprensibile scelta di un distretto a Bastia e non in Alto Tevere

ALTO TEVERE – Il piano ipotizzato per l’uso dei fondi per la ripartenza dopo il covid presentato dalla regione continua a fare discutere in Alto Tevere per la scarna ripartizione di risorse dedicata al territorio. Il settore grafico e cartotecnico in particolare è al centro di una particolare polemica vista l’ipotesi di un distretto a Bastia e non in Alta Valle del Tevere, storica sede di numerose aziende del settore.

Sul tema sono intervenuti anche i sindacati, CGIL e Slc in particolare, che hanno detto come “Ipotizzare un distretto del settore grafico a Bastia Umbra, vista la tradizione industriale e l’importanza del settore in Alto Tevere, risulta francamente incomprensibile”. È quanto affermano Enrico Bruschi, segretario generale della Slc Cgil dell’Umbria, il sindacato delle lavoratrici e dei lavoratori del settore grafico e cartotecnico, e Fabrizio Fratini, della Camera del Lavoro di Perugia. “Come è noto uno dei motori trainanti dell’economia altotiberina è stato senza ombra di dubbio il settore grafico/cartotecnico nelle sue varie articolazioni, scomposizioni e trasformazioni – spiegano i due sindacalisti – La presenza di numerose aziende, i livelli occupazionali rapportati alla popolazione attiva, l’ancoraggio e il legame al territorio, l’alta specializzazione, l’efficientamento del sistema di produzione locale hanno permesso di resistere alle crisi finanziare che si sono succedute nel tempo, anche all’ultima crisi pandemica, e le produzioni locali si sono affermate e restano competitive sul piano della qualità del prodotto e dei costi, grazie alla elevata professionalità delle lavoratrici e lavoratori del settore”.

“Oggi – ricordano dalla Cgil – gli addetti diretti sono circa 2000, sviluppano un indotto di centinaia di posti di lavoro e il settore attira investimenti nazionali ed esteri. “Se si riapre la discussione sui distretti noi siamo pronti – continuano Bruschi e Fratini – ma non si può prescindere dalla storia, dalla vocazione, dal patrimonio professionale, dalla cultura e dal sapere necessari in ogni settore. L’Alta Valle del Tevere per questo può essere un laboratorio di sperimentazione, da replicare poi anche in altri comparti, evitando, grazie alla presenza di un forte dinamismo imprenditoriale, di connotare troppo un territorio su singole produzioni”.“Siamo convinti che i vantaggi della creazione di un distretto locale superino gli svantaggi – concludono Bruschi e Fratini – ma ognuno dovrà fare la sua parte a partire dalle istituzioni e in particolare dalle associazioni di categoria con cui abbiamo iniziato a interloquire anche su questo aspetto. Nei prossimi giorni approfondiremo il tema confrontandoci a partire dai lavoratori del settore per sviluppare una proposta articolata e compiuta per valorizzare il settore”.