Ristorazione scolastica: nuovi menù, solidali ed etici. Ecco tutte le caratteristiche del servizio

CITTA’ DI CASTELLO – Un bando di cinque milioni di euro in tre anni per oltre due mila pasti al giorno. Sono questi alcuni numeri del nuovo servizio di ristorazione scolastica «smart» per i comuni di Città di Castello, San Giustino e Citerna, affidato alla ditta «Allfood».

Due i punti di cottura. Uno a Cerbara (dove saranno predisposti circa 1400 pasti al giorno) per le scuole di San Giustino, Citerna e quelle nella zona nord del comune tifernate. Il secondo, invece, a in via Diaz (nell’ex convitto), per i restanti 850, e servirà le scuole del centro e della zona sud.
Nel servizio spazio al menù «4 stagioni»: piatti che evolvono e cambiano in base ai mesi in modo da garantire massima stagionalità e varietà. Un elemento innovativo è legato, anche, all’approvvigionamento da aziende nate dal sequestro dei patrimoni mafiosi, da operatori locali e a filiera corta.
«Questo è il primo punto di qualità del sistema che fa del mangiare a scuola – hanno detto Riccardo Fioriti, in rappresentanza della All Food, e Alessandra Garavani della Poliedro – una pratica educativa, una lezione informale di educazione civica globale. Grazie al ricorso praticamente esclusivo di prodotti biologici ci prefiggiamo il raggiungimento della percentuale del cento per cento di utilizzo per ottenere dal Ministero la certificazione ‘Bio’ delle mense e beneficiare del Fondo per le mense scolastiche biologiche».
Durante la presentazione, avvenuta ieri mattina, i vertici delle due società hanno evidenziato «l’uso di prodotti Dop, Igp, Stg e Pat e, anche per i prodotti ittici pescati o allevati, la scelta dovrà tener conto di realtà ad alto standard di benessere animale».
Non solo, ma c’è spazio per «azioni educative di promozione: le eccedenze di cibo saranno destinate agli indigenti tramite la Caritas e l’ Associazione Altomare. Questa è solo una
delle azioni con cui vogliamo rendere etico l’approccio al cibo, una sfera in cui si concentra molto del consumo evitabile di materiali alimentari e non». Infine sul fronte della promozione sociale c’è la possibilità di avvalersi di persone svantaggiate: «27 unità per 300 ore settimanali – concludono i due – e la partecipazione delle ditte a progetti di solidarietà per la fornitura di pasti gratuiti a fini sociali, che potranno coinvolgere fino all’otto per cento dell’utenza».
Il nuovo servizio di ristorazione scolastica prevede anche una misura per le famiglie numerose,
con l’esenzione dal pagamento per il terzo figlio. «Uno dei punti di forza del nuovo servizio è la necessità di coinvolgere profondamente e in ogni aspetto le scuole perché il progetto di educazione alimentare e di ecologia si trasformi in un patrimonio comune di tutte le nuove generazioni» hanno spiegato i due responsabili.