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Rifondazione Comunista ricorda Silvano Mearelli

CITTA’ DI CASTELLO – A sei anni dalla prematura scomparsa di Silvano Mearelli, il circolo «Libertini» del Partito della Rifondazione Comunista di Città di Castello, vuole ricordarlo con affetto e profonda stima per lo spessore politico ed il grande senso umano che lo hanno  caratterizzato e per la capacità che Silvano ha avuto di rendere incisivo e tangibile il suo operato politico sia nella comunità tifernate che nel panorama umbro e nazionale.
Ecco il documento.

Figura centrale della politica cittadina negli anni 90 e  nel primo decennio del 2000, tra i fondatori e dirigente di spicco del partito della Rifondazione Comunista dell’Umbria. Attore rilevante di un partito propulsivo, includente e partecipato, che anche grazie al suo impegno ottenne percentuali memorabili: in pochi altri territori si raggiunsero risultati pari al 13% di Rifondazione nelle elezioni amministrative del 1997.
Silvano Mearelli con grande generosità, teneva in quegli anni attivo il coordinamento politico del circolo Lucio Libertini della Rifondazione Comunista di Città di Castello con i livelli superiori delle dirigenze politiche; si ricordi che in quel periodo  Rifondazione Comunista dell’Umbria aveva una nutrita rappresentanza istituzionale, sia nelle due province, che in regione che nei due rami del parlamento.
In quella fase, inoltre, il partito  stava avviando quel percorso di apertura ai movimenti ed alle varie galassie della sinistra, che ci videro protagonisti dopo i fatti di Genova nel 2001, della grande stagione dei forum sociali e delle oceaniche manifestazioni per la pace e per “un altro mondo possibile”.
Silvano è stato un apprezzato assessore alle politiche sociali nella prima giunta Cecchini, dove si distinse per il suo approccio spiccatamente umano alle problematiche sociali che nel nostro territorio si stavano evolvendo con l’inizio della crisi. Una sensibilità che l’ha portato ad immedesimarsi con l’esigenza di aiutare i più deboli ed a farsi carico in prima persona non solo delle scelte amministrative, ma anche delle difficoltà e sofferenze individuali che si trovava a fronteggiare, tanto da interpretare l’affidamento di un minore ai servizi sociali come obbligo morale di essere compartecipe ai suoi destini e di accoglierlo nella sua stessa casa.
Collaboratore affidabile e leale verso le istituzioni, politicamente arguto ed umanamente disponibile, espressione genuina di una stagione politica in cui fondava il suo impegno civile e sociale sulla speranza di poter costruire un mondo migliore, mettendo innanzi valori ed interessi collettivi cui non si era stancato di tener fede come saldo ed irrinunciabile principio ispiratore.
Certo è difficile, all’oggi, ritrovare simili esempi nel panorama politico, compreso quello tifernate, consumato da facili opportunismi e incomprensibili scelte dettate esclusivamente da spirito puramente gestionale del potere. E’ evidente l’incapacità che taluni soggetti sedicenti “di sinistra” anche nel nostro consiglio comunale e nella giunta di governo, hanno nel perseguire progetti di ampio respiro e ragionevole lungimiranza, preferendo la tutela di un assessorato a discapito di un’incisiva azione politica. Silvano Mearelli li avrebbe sicuramente lasciati fuori dalla porta!
Sincero Comunista, inguaribile tifoso della Fiorentina, persona gradevole e generosa. È  stato fermato anzitempo da un cuore affaticato.
Noi con cuore rivoluzionario e gioioso, ne ricordiamo il suo grande valore.
Il Circolo Lucio Libertini – Città di Castello  del Partito della Rifondazione Comunista