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Rete distributiva, Carletti: «Sarà abrogato, ma disponibili a un tavolo con tutti i soggetti»

CITTA’ DI CASTELLO – Abrogato il Piano gestionale ed attuativo della rete distributiva per le medie strutture di vendita, il Regolamento per l’attività di estetista e salone di bellezza, il regolamento per la disciplina delle attività di acconciatore e salone di bellezza, il Piano di localizzazione dei punti ottimali di vendita esclusivi della stampa quotidiana e periodica, con i criteri per l’insediamento dei punti vendita non esclusivi. L’ok è arrivato nell’ultima seduta del Consiglio comunale con il voto favorevole di Pd e Psi e di Fdu, il voto contrario di Polo Tifernate, Lega Nord, Fratelli d’Italia, Patto Civico per Città di Castello e Idv e l’astensione de La Sinistra per Città di Castello.
L’assessore al Commercio Riccardo Carletti ha spiegato che i provvedimenti di abrogazione si sono resi necessari perché ormai i regolamenti in questione sono privi di applicabilità, essendo stati superati dalla legislazione europea in materia di liberalizzazioni, così come anche segnalato dalla Corte dei Conti. Il capogruppo del Patto Civico Cristian Braganti ha fatto notare che per quanto riguarda la distribuzione si parla di strutture che possono anche essere di notevoli dimensioni e che in considerazione delle difficoltà indotte dall’adeguamento alla normativa europea, molti comuni in Italia hanno scelto di regolamentare di nuovo le materie, piuttosto che abrogare completamente i regolamenti. A far notare che le normative europee hanno “spesso prodotto danni al nostro tessuto produttivo” è stato il capogruppo della Lega Nord Valerio Mancini, che ha concordato sulla necessità di abrogare normative ormai superate, ma ha sollecitato a definire regolamenti che tutelino la realtà locale.
“Nel maggio del 2014 ho invitato a fare un tavolo con tutte le associazioni di categoria del commercio di cui a distanza di un anno non vedo traccia, come non vedo reazione nell’attività amministrativa del Comune e dello Stato a normative che mettono in difficoltà le piccole attività”, ha sostenuto Mancini, che ha sollevato la necessità di “lavorare in sinergia con le associazioni di categoria locali e non subire supinamente ciò che viene da Bruxelles”.
L’assessore Carletti ha preso di nuovo la parola per ribadire che “l’amministrazione non può far altro che recepire le normative in materia di liberalizzazioni, anche se possiamo non essere d’accordo”. “Sono favorevole a un tavolo con le associazioni di categoria”, ha detto Carletti, che ha invitato il presidente della commissione deputata o il presidente del consiglio comunale a procedere.
Il capogruppo del Polo Tifernate Cesare Sassolini ha invitato a lavorare in commissione per poi tornare in consiglio comunale con un regolamento che permetta di dettare una disciplina locale ispirata alla normativa europea. “Non si può lasciare un simile deserto regolamentare, perché rischiamo il caos”, ha detto Sassolini. Il capogruppo dell’Idv Roberto Colombo ha chiarito di essere “contrario a un siffatto sistema neoliberista che ci vuole insegnare il nord Europa”.
Dopo il voto, il sindaco Luciano Bacchetta ha espresso amarezza per l’abrogazione di regolamenti importanti per la realtà locale, tra l’altro elaborati all’epoca in cui aveva la delega al Commercio. “Votare contro queste abrogazioni è però la dimostrazione plastica che decidiamo di essere fuori dal mondo”, ha detto il primo cittadino, che ha sostenuto: “se vogliamo dare dignità e valore al consiglio comunale, dobbiamo fare in modo che riesca a distinguere le battaglie che può fare da quelle che non può fare”. “Purtroppo in passato non c’è stata consapevolezza politica a Destra e Sinistra quando sono state proposte norme come la direttiva Bolkestein – ha osservato Bacchetta – ma non ci si libera la coscienza votando contro”. Il consigliere Mancini ha replicato che “il voto negativo risponde alla necessità di affermare che quanto è stato fatto, ed è peraltro riconducibile alla commissione europea presieduta Prodi, è stato sbagliato”.