Raccolta firme per il rifacimento del manto stradale e il miglioramento della strada provinciale 106

CITTA’ DI CASTELLO – Riceviamo e pubblichiamo la petizione popolare, con tanto di raccolta firme, presentata dai residenti al Prefetto della Provincia di Perugia; alla Presidente della Regione Umbria; al Presidente della Provincia; al responsabile area viabilità e trasporti della Provincia; all’Ufficio Manutenzione e Tutela stradale Zona l della provincia di Perugia e per conoscenza ai sindaci di Città di Castello e Pietralunga. Nella missiva vengono spiegati i motivi dei disagi, mentre alcuni dei firmatari e dei responsabili della raccolta firme hanno voluto evidenziare come «Ad oggi non abbiamo ricevuto dagli enti nessuna risposta».
Ecco il testo.

Con la presente i cittadini residenti nei Comuni di Città di Castello e Pietralunga sottopongono ancora una volta il problema delle disastrose condizioni del manto stradale, della segnaletica e di banchine e canali di scolo della strada in questione.

Numerosi gli appelli, le segnalazioni da molti anni cadute nel vuoto nella indifferenza del succedersi delle amministrazioni.

Parti di manto stradale sono oramai praticamente inesistenti. Interi tratti si sono trasformati in un tappeto di buche estremamente pericolose per chi transita. A poco sono serviti gli esigui interventi di asfaltatura di pochissime porzioni di manto (per dirne una: come si è potuto ritenere non necessario uno strato di asfalto nel tratto stradale antistante l’asilo di san Martin d’Upo’ dove la strada è un colabrodo di buche e la visibilità e notevolmente ridotta dalla vegetazione folta che invade le carreggiate?). A nulla valgono le «rattoppature»(tra l’altro sempre meno frequenti) del personale addetto che hanno oramai solo il risultato di imbrattare le carrozzerie delle auto.
Sempre minore anche la manutenzione di fossi e canali di scolo che sono ostruiti da rami e sterpaglie: nei periodi di pioggia il manto stradale diventa scivoloso per fanghiglie che non vengono contenute spesso gli automobilisti sono costretti allo zig zag tra smottamenti più o meno consistenti che scendono dagi argini. Una situazione non solo di disagio ma di estremo pericolo per la circolazione.

Situazione non migliorata da una segnaletica danneggiata a volte assente e sopratutto non visibile nei periodi estivi, quando la folta vegetazione copre di fatto gran parte dei cartelli.

L’unico taglio della vegetazione fatto a fine estate non è sufficiente. In alcuni tratti si viaggia per parte dell’anno tra rami sporgenti e banchine inesistenti coperte da alte erbe che mettono in pericolo anche i numerosi pellegrini che seguono i percorsi francescani e che utilizzano tale strada per il loro viaggio verso le mete di culto.

Infatti ad eccezione dei soli mesi invernali dove il flusso di pellegrini diminuisce, nella restante parte dell’anno, con picchi massimi in primavera ed estate, la Sp 109 si popola di pedoni, spesso di gruppi che di fatto sono costretti ad occupare parte delle carreggiate perché le banchine sono impraticabili anche in prossimità di curve dove la visibilità è ridotta notevolmente con serio rischio per la loro incolumità.

C’è bisogno di un intervento programmato e tempestivo: confidiamo nel vostro senso di responsabilità nei confronti di una zona e di un tratto stradale da troppo tempo esclusi da una benché minima priorità.

Consci anche della difficoltà da parte delle amministrazioni di reperire fondi per finanziare tali opere auspichiamo almeno che con tempestività siano sottoposte a rifacimento tutti i tratti di strada che di fatto non esistono più e che risultano oramai impraticabili non solo per ciclisti e motociclisti ma anche per le autovetture stesse.

In mancanza di vostro riscontro ci riserviamo la possibilità di attuare altre iniziative per difendere i nostri diritti.

Distinti Saluti