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Puleto, nuova perizia sul viadotto: “Era pericoloso al momento del sequesto.” Mercoledì l’udienza

ALTOTEVERE – Il viadotto Puleto era pericoloso al momento del sequestro e della chiusura al traffico del 16 gennaio 2019, e lo sarebbe tutt’ora in caso di eventi sismici. Questo il sunto dell’ulteriore perizia dell’ingegner Vincenzo Laudazi dell’Università di Pisa, incaricato dal Gup del Tribunale di Arezzo per le condizioni del viadotto.

“L’ispezione dell’impalcato e degli appoggi era eseguibile anche senza particolari apparecchiature – scrive l’ingegnere nel proprio documento, aggiungendo inoltre che – L’osservazione che in caso di perdita di appoggio le travate di impalcato si sarebbero appoggiate ruotate sullo spigolo con palese rischio di rottura del calcestruzzo in corrispondenza dei suddetti spigoli e relativa caduta di frammenti dall’alto, doveva essere prevista dai tecnici preposti alla sorveglianza e manutenzione dato che ne avevano le competenze. Il pericolo di perdita dell’appoggio era sicuramente presente alla data del 14 gennaio”.

La relazione seppur coincisa è dai contenuti pesanti, depositata presso la cancelleria aretina sarà al centro dell’udienza del giudice Giulia Soldini (che ha rilevato la procedura del collega Piergiorgio Ponticelli, ndr) che si terrà il prossimo 9 settembre. Il documento appare essere un vero e proprio atto di accusa nei confronti del gestore dell’opera, Anas, ed in particolar modo per i tecnici tutt’ora indagati per omessa manutenzione del viadotto.

La perizia sembra avere anche elementi decisamente divergenti dalla prima redatta da Claudio Modena, ed al centro dell’attenzione appaiono tornare le condizioni di carenza di manutenzione.