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Ospedale di Umbertide

Ospedale Umbertide: mobilitazione trasversale contro la chiusura della chirurgia. Sigle sindacali, cittadini e PD locale contro le scelte regionali

UMBERTIDE – “La decisione di interrompere (per almeno un mese, si dice) l’attività chirurgica all’ospedale di Umbertide è assurda, grave e inaccettabile”, lo affermano in una nota unitaria i sindacati Cgil, Cisl e Uil dell’Alto Tevere, insieme alle rispettive categorie dei pensionati e del lavoro pubblico a tutti i livelli. “L’assenza di personale che viene addotta come motivazione – continuano i sindacati – non giustifica tale scelta e semmai conferma l’inadeguatezza delle politiche messe in atto dalla giunta regionale.”

Una tesi condivisa anche dal Partito Democratico umbertidese, che in un’altra nota giunta in serata delinea come in stato di emergenza sanitaria la salute pubblica sia un tema da affrontare con razionalità, e non privando i cittadini del diritto alla cura ed alla salute. “Sono state superate le 2000 firme di adesione alla nostra petizione aperta al contributo di tutti contro questa chiusura. – fanno sapere i dem umbertidesi – Per tutto il mese di gennaio e forse anche oltre sarà chiusa la sala operatoria ed il reparto di chirurgia, con tutto il personale dirottato altrove. Non è accettabile che vengano smantellati personale e reparti del nostro ospedale”

Secondo i sindacati questa scelta è frutto di un impostazione politica regionale tesa allo smantellamento del servizio sanitario pubblico in favore di privatizzazioni, impostazione che inevitabilmente si scarica sui cittadini (come evidenzia la vicenda delle liste d’attesa), a partire dai pensionati e dagli anziani, che esprimono più fragilità e più bisogni.

“La realtà amara – scrivono nella nota congiunta, CGIL, CISL e UIL – è che nella nostra regione, manca una politica sanitaria all’altezza della situazione e quando una politica si delinea, questa è tutta impostata sullo smantellamento del servizio sanitario pubblico e sulla privatizzazione, come dimostrano le indicazioni del cosiddetto Piano sanitario regionale. L’ospedale di Umbertide è collocato in un’area importante per tutta la nostra regione, un’area tra le più vitali da un punto di vista economico e sociale. Sappiamo che si parla di transitorietà nella scelta di chiudere la chirurgia di Umbertide, ma sappiamo anche, per lunga esperienza, che in Italia non c’è nulla di più definitivo della transitorietà. La mobilitazione che è in atto da parte della popolazione di Umbertide fa capire quanto il presidio sia importante per la comunità e quanta sfiducia vi sia nei confronti della politica sanitaria della Regione. Non saranno certo le fumose dichiarazioni a ridare fiducia ai cittadini ed alle cittadine.”

Una vicenda che affonda le proprie radici anche in scelte precedenti, come la chiusura della RSA, riaperta poi con posti letto e personale ridotti oppure la riduzione di 4 posti letto e altro personale per il reparto di medicina. Tutte scelte inaccettabili secondo la nota del PD di Umbertide e che delineano un atteggiamento ben preciso da parte del governo regionale.

“Non è pensabile che il personale di un reparto venga dislocato altrove perché in due anni emergenza Covid non si è riusciti ad assumere il personale necessario. – scrivono nella nota i Dem umbertidesi – Ad Umbertide, prima la Usl prova a chiudere il Pronto Soccorso negli orari notturni, poi chiude la RSA, che viene riaperta con posti letto ridotti e personale ridotto, poi tocca alla medicina perdere 4 posti letto e altre unità di personale, e ora tocca alla chirurgia. Non è accettabile un simile atteggiamento da USL e Regione. Di certo non possono accanirsi con i servizi degli ospedali di Comunità, perché le Comunità, come la nostra, non accetteranno inermi simili soprusi.”

“Non accettiamo neppure prese in giro: l’assessore Coletto forse non è mai venuto nella nostra città, forse non ha mai visitato il nostro ospedale o la Prosperius. – conclude la nota del Partito Democratico – O se lo ha fatto era distratto, altrimenti non saremmo al punto di oggi con un ospedale privato dei servizi  fondamentali e una Prosperius che naviga nell’incertezza e che ha chiuso il bilancio 2021 con circa un milione di perdite. Servono serietà ed impegno non chiacchiere al vento. La mobilitazione continuerà con ulteriori iniziative e la petizione va avanti. Grazie a tutti coloro che hanno aderito e a quanti aderiranno”