Neri: “Tela Umbra non ha richiesto nessun intervento del Comune”

CITTA’ DI CASTELLO –  Non si placano le polemiche intorno a Tela Umbra. Non è bastata una Commissione lunga due giorni e un passaggio in Consiglio comunale: il presidente Luciano Neri vuole ancora puntualizzare gli aspetti. Ecco la presa di posizione del vertice della cooperativa.

Per malafede o per ignoranza sono state dette da Bacchetta una serie di bugie destituite di fondamento sulle quali mi corre l’obbligo precisare.

Tela Umbra non ha chiesto né chiede alcun intervento del Comune di Città di Castello; queste decisioni spettano unicamente all’Assemblea dei Soci già convocata per la fine di febbraio e che assumerà le determinazioni che riterrà più opportune. In quegli organismi il Comune ha i suoi rappresentanti che potranno esprimersi e votare. Le richieste di tre socie amiche del Sindaco, che rappresentano il 3% dell’Assemblea, e che violano il codice civile, lo Statuto e il Regolamento non hanno alcun valore formale e non coinvolgono Tela Umbra.

Tela Umbra non è in crisi, ha chiuso il bilancio in attivo l’anno scorso e si accinge a fare altrettanto quest’anno. Ha sanato la voragine del debito lasciato da Bacchetta e soci nella loro precedente gestione (Tfr vecchie socie, Sistema Museo e sindaci revisori, ultima tranche di 46 mila euro per i “loro” sindaci revisori evasa pochi giorni fa). Abbiamo ricostruito il laboratorio, il Museo e il negozio, e portato allo stesso livello tutte le lavoratrici. Senza dimenticare che il sottoscritto, come Giovanni Granci e tutto il Cda, hanno ottenuto questi risultati nel pieno dello “tzunami della crisi” e operando in forma gratuita e volontaria.

E’ una vergognosa bugia dire che per la prima volta nella storia di Tela Umbra ci sarebbe il rischio di non vedere pagati gli stipendi. Solo chi non conosce la realtà o la falsifica può non sapere che la vecchia Tela Umbra è sempre stata in crisi, ci sono stati periodi nei quali le lavoratrici non hanno percepito stipendio per sette/otto mesi, più di una volta stavano per essere portati i libri in tribunale, negli anni ’80 sono intervenuto io per impedirlo. Così nel ’93 quando in Regione ho fatto stanziare cinquanta milioni per ripianare il debito e altrettanti per ricostruire il capitale sociale che nel frattempo era stato eroso. Nel 2010 c’erano solo due socie a tempo pieno, il resto erano a livelli pakistani. Oggi tutte le socie hanno eguali diritti ed eguali stipendi. Da quando siamo subentrati, in sei anni, tutte le socie, questo si per la prima volta nella storia di Tela Umbra, tutti i mesi, hanno avuto regolarmente gli stipendi. Che nel frattempo sono anche meritatamente aumentati per le nuove socie assunte che hanno lavorato molto e bene e portato sul “groppone” anche la palude parassitaria della vecchia Tela Umbra, quella che era proprietà dei partiti e da questi lottizzata.

La momentanea crisi di liquidità, del tutto indipendente da Tela Umbra, è stata determinata da un “errore tecnico” della Regione che ha avuto problemi la nuova struttura di tesoreria e che non ha erogato 8 mila 500 euro assegnati per il Museo per spese già da noi sostenute. Né altri cinque mila euro già stanziati per spese sostenute da Tela Umbra nel 2014. Per questo “intoppo” abbiamo avuto le telefonate sia della responsabile di settore Musei della Regione sia dell’assessore Cecchini che si è impegnata per una soluzione in tempi brevi. Correttamente ci ha tenuto a confermare che non è stato un atto voluto ma semplicemente un errore “tecnico”. E noi ci crediamo. Ma ora chiediamo anche un intervento riparatorio. Le socie hanno avuto comunque un anticipo del 50% dello stipendio e nel giro di poco, o con l’estensione del fido bancario o con la corresponsione di quanto dovuto a Tela Umbra da Regione e Comune, pensiamo di rientrare nella normalità. Il Comune deve a Tela Umbra 8 mila euro per i servizi pubblicitari realizzati nelle manifestazioni culturali e museali da Tela Umbra a favore delle Farmacie Tifernati, come ogni anno, Se vuole può cominciare a saldare quel debito. Per non parlare delle decine di migliaia di euro che il Comune dovrebbe a Tela Umbra per l’occupazione del primo piano di Palazzo Tomassini con gli “uffici Commercio”.

Bacchetta non provi a fare alcun intervento elettoralistico sulla pelle di Tela Umbra.
Il suo obbiettivo mi appare vergognoso quanto evidente: stravolgere la realtà e presentarsi come il salvatore della Patria con un intervento finanziario per pagare “gli stipendi. Quelli che sbullonano le rotaie per affermare che il treno deraglia!! Non abbiamo chiesto niente e Tela Umbra non si fa comprare a due mesi dalle elezioni!

Sia come Presidente che come Rappresentante Legale sono pronto a tutelare a qualsiasi livello civile e penale l’immagine e l’attività di Tela Umbra da chiunque con interferenze immotivate, non richieste, illecite e diffamatorie volesse speculare o costruire fortune politiche e/o elettorali utilizzando Tela Umbra. Noi non vogliamo né elemosine né i milioni che date a Sogepu e Polisport.
Noi non vogliamo né possiamo rispondere tutti i giorni ad affermazioni tra il menzognero e il comico: aspettiamo però ancora risposte a domande che ostinatamente continueremo a ripetere:

E’ normale che un sindaco stressi la collettività e tutti i mezzi di informazione per una settimana, e la commissione in Comune per due giorni bofonchiando richieste insistenti su una spesa di 50 euro in sei anni e su chi mai fosse quella delegazione alla quale Tela Umbra aveva pagato (doverosamente) il pernottamento per poi scoprire che si trattava della sua delegazione? Ospitata dal Comune, ricevuta dal Sindaco (Lui medesimo), omaggiata con regali istituzionali e con la quale, nel corso della conferenza stampa congiunta in Comune, ha persino programmato una visita istituzionale e di imprese del territorio in Medio Oriente.

Se non si è ricordato è un problema. Se l’ha utilizzato strumentalmente è una vergogna. Di fronte ad un bluff osceno di queste proporzioni l’unica cosa onesta da fare sarebbe dare le dimissioni.

Rendere pubblici e mettere on line tutti i dati amministrativi, finanziari e contabili delle società partecipate dal Comune (Sogepu, Polisport, Tela Umbra). Noi lo faremo anche se gli altri dovessero rifiutarsi.

Promuovere il “transparency day“ (giornata della trasparenza) nel corso del quale i rappresentanti delle società partecipate con appositi gazebo allestiti in Piazza forniscono ogni semestre ai cittadini cifre e spiegazioni su spese, investimenti, assunzioni, appalti. Su come vengono spesi soldi pubblici e su come vengono amministrate società che svolgono funzioni pubbliche. Fugando ogni dubbio e chiarendo ogni cosa. Vedremo chi aderisce. Certamente chi opera con onestà e trasparenza ha tutto l’interesse a mostrare e dimostrare la propria serietà. Chi non aderisce è come se pronunciasse una pubblica ammissione di colpevolezza.

Aspettiamo ancora le risposte di Bacchetta, della Giunta, di Sogepu e di Polisport. ……E non smetteremo di chiedere.