Movimento 5 Stelle: blitz al canile di Lerchi

CITTA’ DI CASTELLO – Ancora un blitz del M5S al canile comprensoriale di Lerchi.

«L’esito tuttavia, anche rispetto all’ultima visita a sorpresa effettuata agli inizi del 2018, è purtroppo sempre lo stesso – hanno spiegato il consigliere regionale Maria Grazia Carbonari insieme al
consigliere comunale di Città di Castello, Marco Gasperi – Nell’aprile 2015 è stata approvata la Legge Regionale che trattava le norme per i diritti e la tutela degli animali con un particolare riferimento a quello che doveva essere un principio di salvaguardia e miglioramento del benessere animale. Purtroppo dobbiamo registrare ancora una volta una realtà estremamente frustrante ossia quella dell’ennesima legge che è stata votata e mai applicata. Anche oggi, durante la visita ispettiva al canile di Città di Castello, ne abbiamo trovato ulteriore conferma.

«Gli spazi, del tutto inadeguati al numero di soggetti ospitati, non sono cambiati nell’arco di questi quasi 4 anni e neanche si è mai proceduto ad una valutazione per affrontare un problema che, pare non sia ancora chiaro, non è solo un bisogno sociale ma è di fatto la Legge – hanno detto i 5 stelle
che hanno toccato il comune tifernate per il l #sanitour del Consigliere Regionale Maria Grazia Carbonari – Il modo in cui si emanano leggi per procurarsi un mero consenso politico che poi vengono del tutto disattese proprio da coloro che le hanno varate è a dir poco vergognoso e anche molto sconcertante. Lo sconcerto diviene poi sconforto quando riscontriamo che l’impunità non è sola ma ben accompagnata dal più totale disinteresse. Vorremmo chiedere agli Amministratori locali e regionali quante volte sono andati a verificare ciò che hanno trasformato in legge ma la risposta ci viene già data dagli addetti ai lavori degli stessi canili, ossia raramente se non mai, e oggi abbiamo nuovamente appreso che Città di Castello non è da meno. Oggi il Consigliere Carbonari ha affrontato il problema con i gestori del canile e si sono dati la mano per portare avanti una linea condivisa per incentivare le adozioni e sistemare i problemi inerenti l’inadatta superficie. Ci sono arrivati semplicemente parlando. Bastava andarci».

«Nel canile di Lerchi risiedono circa 300 cani e i nostri concittadini spendono per loro circa 250mila euro all’anno, che non ci sembrano neanche poi così pochi, per un canile che di fatto non è nemmeno a norma – hanno concluso – a Città di Castello, come in nessuna parte di Italia del resto, non ci sono disponibili 250mila euro ogni 300 cristiani; spendiamo di più per il canile che per le persone e siamo pure fuori legge. Invitiamo l’Amministrazione Comunale di Città di Castello ad entrare con noi nel canile e a verificare lo stato in cui versano le strutture e ad immaginare i migliori amici dell’uomo che si ammassano in spazi angusti per proteggersi dal freddo. Invitiamo il Sindaco, l’Assessore e tutto il resto della compagnia a passare una notte a -7°C in un box semiaperto da dividersi in sei e con la pavimentazione marcia. Concludiamo questo comunicato nell’affermare la nostra convinzione che dopo la prima notte, nella minaccia di dovercene passare un’altra, quello di Lerchi diventerebbe un canile di super lusso».