Michelini su Verhofstadt: “Espressioni censurabili, ma il caso va gestito nelle sedi diplomatiche opportune”

MONTE SANTA MARIA TIBERINA – «Sarà mia cura, appena si presenterà l’occasione, di ascoltare le ragioni che hanno spinto Guy Verhofstadt ad utilizzare quella espressione censurabile invitandolo a scusarsi. Al contempo auspico che l’accaduto venga ricondotto e gestito nelle competenti sedi  diplomatico – istituzionali che non sono quelle del Comune di Monte Santa Maria Tiberina».

Risponde così Letizia Michelini, sindaco di Monte Santa Maria Tiberina, ad Andrea Lignani Marchesani che chiedeva ai «sindaci e consiglieri provinciali Luciano Bacchetta  e Letizia Michelini richiedano scuse ufficiali a Guy Verhofstadt ospite estivi delle nostre comunità».
«Colgo l’occasione per rispondere al consigliere provinciale Andrea Lignani Marchesani – ha aggiunto la Michelini – aprendo una riflessione sulla tendenza degli ultimi tempi a sentirsi legittimati ad utilizzare, non solo sui social, insulti e offese come se fossero entrati a far parte del linguaggio comune, e quasi mai giustificati, né giustificabili, sulla base di un mero sfogo momentaneo». «Questo malcostume, purtroppo diventato abitudine, figlio di una cultura mediatica che preferisce sempre offrire sul piatto il cattivo esempio piuttosto che quello buono, sembra avere degli ottimi interpreti in molti politici del nostro paese, e pare altresì aver sconfinato oltralpe. – ha detto ancora – Un’offesa è un’offesa da qualunque parte provenga, ed è a maggior ragione più grave se viene fatta da chi ricopre ruoli istituzionali nei confronti di altri rappresentanti delle istituzioni, a prescindere dalle posizioni politiche. Per questo dobbiamo pretendere con forza che i nostri rappresentanti delle istituzioni o leader politici diano sempre il buon esempio. Non è questa l’educazione e il modo di argomentare e relazionarsi da insegnare ai nostri giovani, ed esorto tutti a utilizzare sempre la massima attenzione al modo in cui si esprimono nelle varie circostanze, e a censurare atteggiamenti che vadano nel senso opposto, soprattutto se tenuti da personaggi politici o da rappresentati  istituzionali a qualunque livello».