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Messaggio del vescovo per la Pasqua 2015

Nella ricorrenza della santa Pasqua rivolgo il mio pensiero a tutti gli abitanti della diocesi di Città di Castello che, al di là di ogni differenza, sento fratelli e sorelle in Cristo.
Voglio dire a tutti che la Speranza di cui Gesù, con la Sua resurrezione, ha riempito la Sua chiesa, è per ciascuno: la morte non ha l’ultima parola. C’è un orizzonte che si è aperto con la Pasqua e che dona senso ad ogni realtà, ad ogni situazione personale.
Conosco le sofferenze che tanti vivono per la mancanza di lavoro; il disagio sociale presente nei fenomeni della corruzione, dell’illegalità; le difficoltà nei rapporti per la crisi di umanità che sembra attraversare la società moderna. Per questo anche la chiesa locale ha messo in cantiere iniziative di solidarietà, di vicinanza, di accompagnamento; ma più di tutto oggi mi preme sottolineare quello che, duemila anni fa, l’angelo disse a coloro che cercavano la tomba di Cristo: “Perché cercate tra i morti colui che è vivo ? Non è qui, è risorto”.
È risorto per ciascuno di noi, bruciando col Suo Amore ogni nostro errore. È la vittoria della Misericordia sulla nostra miseria, del Bene sul male, della Verità sulla menzogna. Cristo è – come ebbe a dire san Giovanni Paolo II – “l’incarnazione definitiva della misericordia, il suo segno vivente”. Questa misericordia va rimessa al centro dei rapporti umani, dei rapporti sociali, di quelli economici … Pensate come sarebbe il mondo se il valore vero, condiviso, fosse la misericordia !
Papa Francesco, credo rispondendo ad una ispirazione dello Spirito Santo, ha indetto un Anno santo della Misericordia. “La resurrezione – dice il Papa – contiene una forza di vita che ha penetrato il mondo. Dove sembra che tutto sia morto, da ogni parte tornano ad apparire i germogli della Vita nuova”. Tutti siamo chiamati a vivere questa dimensione dello Spirito che è anche la virtù che supera la legge, le convenzioni e tutto ciò che è disumano.
Il nostro Paese e la nostra terra Altotiberina, hanno bisogno della misericordia; tutti noi ne abbiamo bisogno per riconciliarci con noi stessi, per ritrovare la forza di credere in un futuro migliore, per dare ai nostri giovani una prospettiva sicura ne
lla quale trovare fiducia e coraggio. È un bel segno di speranza il fatto che quasi cinquecento nostri giovani, il lunedì, martedì e mercoledì dopo Pasqua, saranno in pellegrinaggio in quel di Macerata dove li accoglierò insieme a mons. Nazzareno Marconi.

Benedico tutti, con la speranza che ciascuno possa sentire nel suo cuore la dolcezza della gioia della Pasqua che ci cambia e ci porta oltre la morte.

+ Domenico Cancian fam,
Vescovo di Città di Castello

 

CANCIAN - A (2)