L’ospedale tifernate sempre più a misura di paziente: donati ben 33 televisori

CITTA’ DI CASTELLO – L’unione fa la forza. Ed è così che all’ospedale tifernate tre associazioni di volontariato che da anni operano sul territorio altotiberino sono riuscite a garantire la dotazione di televisori in tutte le camere del quinto piano del nosocomio.

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L’idea di contribuire al comfort ospedaliero dei pazienti ricoverati è partita dall’Aacc (Associazione AltoTevere Contro il Cancro), che ha donato 29 televisori per le camere di Oncologia e Medicina generale e che ha coinvolto in questo gesto di solidarietà anche A.Ma.Re(Associazione Malattie Renali) e A.L.I.Ce. (Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale) di Città di Castello, che hanno contribuito donando ciascuna due televisori per le camere di degenza dei reparti di Nefrologia e Neurologia.

La cerimonia di donazione si è svolta questa mattina, mercoledì 17 giugno, alla presenza del  direttore generale della Usl Umbria 1 Giuseppe Legato,  del direttore del presidio ospedaliero Alto Tevere Silvio Pasqui e di Italo Cesarotti,  presidente dell’Aacc; Carla Boni, presidente dell’associazione A.Ma.Re. e Barbara Marini membro del consiglio direttivo dell’associazione A.L.I.Ce. Hanno partecipato anche i responsabili delle unità operative alle quali sono stati assegnati i televisori: Stefano Bravi (Oncologia e Medicina), Alessandro Leveque (Nefrologia e Dialisi) e Stefano Ricci (Neurologia).

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“In questo territorio – ha sottolineato il direttore generale Legato  ringraziando le tre associazioni – la sinergia tra sanità pubblica e associazionismo continua ad essere esemplare. E soprattutto in questo periodo in cui le risorse pubbliche destinate al finanziamento della sanità diminuiscono in rapporto alla crescita delle esigenze della popolazione, diventano una risorsa preziosa per contribuire ad aumentare il livello di qualità delle prestazioni sanitarie, dell’umanizzazione delle cure e, in questo specifico caso, del comfort dei pazienti che si trovano ricoverati in ospedale talvolta anche per lunghi o ripetuti periodi”.

Italo Cesarotti ha spiegato che “l’idea è partita dai familiari di un paziente ricoverato in oncologia e si è estesa a tutte le camere del piano  con l’obiettivo di dare sollievo ai malati e a chi li assiste per tante ore della giornata”.  Un piccolo  ma importante aiuto perché, come ha ribadito  Carla Boni, “chi ha avuto esperienza diretta di un ricovero  o ha assistito i propri cari si rende conto di quanto sia importante anche l’aspetto della qualità del tempo trascorso in ospedale”.

Il direttore generale Legato ha poi espresso un particolare ringraziamento all’Aacc che, oltre ai televisori, ha fatto dono anche di cinque borse, tre zaini e due pompe di aspirazione per l’equipe delle cure palliative che opera ogni giorno sul territorio offrendo assistenza domiciliare e cure umanizzate ai malati e alle loro famiglie.

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Con l’occasione Cesarotti ha inoltre annunciato che l’associazione non soltanto si farà carico di un altro infermiere part-time a supporto dell’equipe delle cure palliative, ma darà anche un nuovo contributo per la riorganizzazione dei servizi intorno al bunker dove sarà allestito il nuovo acceleratore lineare, che il direttore generale Legato prevede potrà essere attivato all’inizio del 2016.