Incontri formativi su: «L’ascolto dell’altro»

CITTA’ DI CASTELLO – Si sono svolti nei giorni 1 dicembre 2018 e 16 febbraio 2019 nei locali della parrocchia della Madonna del Latte, due incontri di formazione dal titolo «l’ascolto dell’altro».

Gli incontri organizzati dalla Caritas diocesana in accordo con il Consiglio pastorale diocesano, hanno visto la partecipazione di circa 100 persone, soprattutto volontari dei centri di ascolto Caritas, diaconi, ministri straordinari dell’eucaristia, accoliti, lettori ed alcuni sacerdoti. L’obiettivo degli incontri era quello di preparare ed aiutare i partecipanti a svolgere al meglio il servizio di vicinanza alle persone e famiglie che vivono una fase difficile della loro vita. Molte famiglie o persone singole si trovano in situazioni di sofferenza e non si parla di quella economica (che tra l’altro è molto presente), ma di sofferenza che molti nascondono o non fanno emergere, per rispondere alla logica del mondo che ci vuole tutti felici, ma solo in apparenza. Una sofferenza di tipo psicologico, solitudine, depressione, disagio sociale, problematiche emotive, separazioni, lutti, a cui si aggiungono i problemi di salute, tante sono le persone che si avvicinano alla morte e che spesso vivono nella più completa solitudine una fase fondamentale della loro esistenza umana, tutte situazioni che chiedono un supporto umano e una vicinanza affettiva. Sono stati due i relatori: Francesco Fressoia psicoterapeuta di Perugia (1 dicembre), e padre Luca Garbinetto sacerdote e psicologo (16 febbraio), e ci hanno aiutato a capire meglio noi stessi e a confrontarci con queste situazioni difficili.

I formatori hanno fatto un’analisi e un approfondimento che parte dalla necessità di conoscersi meglio, appunto, la nostra storia e il nostro vissuto, per meglio comprendere, vivere e condividere le situazioni di sofferenza con gli altri. Spesso ci approcciamo all’altro attraverso, il nostro mondo, il nostro modo di vedere, con la nostra precomprensione, che non è negativa di per se ma occorre esserne consapevoli per non farsi influenzare nella relazione con gli altri. Occorre cioè essere consapevoli di quello che si vive altrimenti quello che si vive condiziona le nostre scelte. La figura del buon samaritano è quello che possiamo essere noi, figura altra che può dare il suo utile contributo in un servizio di consolazione. E’ un prendersi cura, farsi carico, fermarsi accanto a queste persone, andare incontro. La logica del Vangelo è la logica dell’incontro, è imitare Gesù che nella sua vita è uscito da sè verso gli altri, guardandoli con attenzione, con amore.

E’ il mettersi in gioco di chi ha incontrato Gesù e lo vuole portare agli altri, a chi si trova in situazioni di dolore, prima di tutto attraverso una vicinanza umana e poi nella sua dimensione spirituale. E’ un servizio delicato ma nello stesso tempo, utile per gli altri e probabilmente anche per chi lo fa. Il confronto, poi la condivisione delle esperienze fra gli operatori, la comunione, fanno si che queste nostre esperienze possano essere vissute in maniera più efficace, chiedendo anche aiuto quando ci troviamo in difficoltà per aprire meglio il nostro cuore agli altri. E’ un servizio che vuole andare, infatti, anche verso coloro che non sono così vicini alla fede, che vivono in situazioni difficili e magari sono in ricerca di un senso da dare alla loro vita e possono riscoprire la vera umanità delle persone, e in particolare delle persone cristiane. I partecipanti hanno apprezzato l’iniziativa e i gli interventi dei due relatori, manifestando il desiderio di ulteriori appuntamenti di questo tipo. «Crediamo che questi incontri possono giovare alla nostra crescita, umana e spirituale – Giuseppe Floridi, diacono – Conoscendo meglio noi stessi possiamo meglio accogliere l’altro, amandoci di più si ama di più anche l’altro»