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In Bosnia sulla rotta balcanica dei migranti Missione natalizia per Altotevere senza frontiere

CITTÀ DI CASTELLO – Seconda missione umanitaria in Bosnia, sulla rotta balcanica dei migranti, per i volontari di Altotevere senza frontiere Onlus. In coincidenza con la “Giornata internazionale dei migranti” (International migrants day) e a una settimana dalle festività natalizie, la delegazione ha visitato l’area di Bihac e di Velika Kladusa, nella Bosnia occidentale al confine con la Croazia. Qui, da circa tre anni, approda una delle direttrici della “rotta balcanica” dei migranti. Centinaia di persone provenienti da Afghanistan, Pakistan e altri paesi, in fuga dalla guerra, dalla povertà estrema e da persecuzioni politiche o etnico-religiose, rimangono bloccate per mesi – o addirittura anni – in questo piccolo lembo di terra ai confini dell’Europa. Molti di loro sono giù stati respinti più volte, spesso con le maniere forti, dopo avere attraversato i confini di Croazia, Slovenia e Italia con l’intenzione di richiedere il diritto d’asilo, “colpevoli” solo di andare in cerca di una vita migliore. Una situazione di violazione dei diritti umani poco nota, purtroppo, in Italia e negli altri paesi europei.

In collaborazione con le organizzazioni internazionali che operano direttamente in loco, Altotevere senza frontiere ha organizzato una raccolta di viveri e di fondi per acquistare materiali di prima necessità da destinare all’emergenza migranti. Nei tre giorni di presenza sul posto i volontari hanno partecipato alla distribuzione dei materiali raccolti ai migranti nei campi di accoglienza e nelle situazioni più difficili, al di fuori dei campi ufficiali, ascoltando racconti e testimonianze toccanti. Ci sono infatti decine di migranti che vivono accampati, anche nella stagione fredda, in situazioni oltre il limite: nei boschi all’interno di tende o in edifici abbandonati senza finestre, senza servizi igienici, in mezzo alla neve e al fango. Condizioni estreme che vengono sopportate solamente nella speranza di una vita migliore in Europa. Cercano di accamparsi il più possibile vicino alla zona di confine per tentare quello che loro definiscono “the game”. Si tratta del tentativo, molto rischioso e pericoloso, soprattutto nella stagione invernale, di attraversare a piedi i confini di Croazia e Slovenia verso l’Italia e altri paesi europei. In molti hanno tentato il “game” anche decine di volte ma sono stati respinti dalle polizie di frontiera croate, slovene o italiane e riportati in Bosnia senza alcuna prospettiva, spesso privati di tutto ciò che hanno e senza la possibilità di richiedere il diritto di asilo.

E’ molto probabile che la difficile situazione geopolitica attuale porti, nella prossima primavera, a una nuova ondata di migranti provenienti dall’Afghanistan, in fuga dal terribile regime dei Talebani. In collegamento con le organizzazioni internazionali presenti sul posto, Altotevere senza frontiere organizzerà nei prossimi mesi nuove iniziative concrete di sostegno ai migranti e occasioni di sensibilizzazione, per portare l’opinione pubblica a conoscenza di questa difficilissima situazione e promuovere il rispetto dei diritti umani di chi scappa da guerre, povertà e persecuzioni.