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Il vin santo affumicato e il mazzafegato dell’Altotevere tra i 6 video del progetto “Alle radici del Gusto”

CITTÀ DI CASTELLO  – Eccellenze agroalimentari da “presidiare”: vin santo affumicato e mazzafegato dell’alta valle del tevere protagonisti nei sei video realizzati dalla regione umbria, assessorato all’agricoltura in collaborazione con Slow Food. La Regione Umbria ha raccontato le storie di sei presidi con una miniserie intitolata “Alle Radici del Gusto”, inserita nel palinsesto di Terra Madre Salone del Gusto, la più importante manifestazione dedicata al cibo buono, pulito e giusto.

“Una notizia importante – sottolinea l’assessore al Turismo, commercio, attività produttive ed innovazione digitale, Riccardo Carletti – che testimonia il lavoro sinergico portato avanti con passione e tenacia, prima di tutto dai produttori sempre disponibili a proporre e migliorare le eccellenze del territorio, insieme alle istituzionali locali, regionali e nazionali, agli organismi intercomprensoriali come il Gal e a Slow Food, in particolare allo storico punto di riferimento, il dirigente nazionale, Sergio Consigli, che ovviamente rappresenta il valore aggiunto di questo percorso unitario di valorizzazione dei nostri prodotti agroalimentari di punta.”

Accanto alla Fagiolina del lago Trasimeno, alla Fava Cottora dell’Amerino, dalla Roveja di Civita di Cascia, al Sedano Nero di Trevi, spiccano il Vin Santo Affumicato (Chiara Filippi, “Miniera di Galparino”) e il Mazzafegato dell’Alta Valle del Tevere (Cesare Lucaccioni): sono queste le sei produzioni Slow Food, fra le dieci che vanta l’Umbria, presentate con video di circa cinque minuti ciascuno, fruibili per tutto lo svolgimento della manifestazione e pubblicati anche su Umbria Agricoltura, canale di comunicazione del PSR, Programma di sviluppo rurale, 2014-2020 dell’Umbria. L’edizione 2020/2021 di Terra Madre Salone del Gusto, organizzata da Slow Food, Città di Torino e Regione Piemonte con il patrocinio dei Ministeri delle Politiche agricole, alimentari e forestali e dell’Ambiente, si è proposta in modo rivoluzionario, in risposta alle nuove esigenze imposte dal Covid-19. A partire da ottobre 2020, fino ad aprile 2021, sta coinvolgendo tutti i Paesi della galassia Slow Food, mettendo in campo tecnologie digitali, eventi fisici diffusi e nuovi format in cui anche l’Umbria si è ritagliata uno spazio di rilievo.

“In diverse occasioni, a partire dalla Mostra Nazionale del Tartufo bianco e di altre rassegne territoriali, questi due prodotti di eccellennza, vin santo affumicato e mazzafegato sono stati i protagonisti assoluti dei nostri progetti di valorizzazione del territorio, che grazie a Slow Food con appositi laboratori e percorsi del gusto, ci hanno consentito di raggiungere mercati di nicchia e ambiti non solo nazionali ma internazionali. Questo progetto di grande livello qualitativo, per il quale ringrazio l’assessore allo Sviluppo Agricolo, Roberto Morroni e gli uffici e servizi della regione che lo hanno realoizzato, ne è la testimoninaza concreta”, ha concluso Carletti nell’auspicare appena le norme anti-covid lo consentiranno la ripresa in presenza delle principali manifestazioni fieristiche del comparto agro-alimentare e allevatoriale che hanno reso famosa Citta’ di Castello in ambito nazionale”. “ Il progetto Presidi di Slow Food – ha precisato Sergio Consigli – vuole salvaguardare la biodiversità salvando tecniche e piccole produzioni gastronomiche che rischiano di scomparire. Questo progetto ha riconosciuto 600 Presidi nel mondo, di cui oltre 200 in Italia e 9 in Umbria , di questi ultimi due sono Altoteberini: il Mazzafegato dell’Alta Valle del Tevere ed il Vinosanto da uve affumicate dell’Alta Valle del Tevere. Chiara Filippi, produttrice e Cesare Lucaccioni, macellaio ci accompagnano nella bella narrazione dei due Presidi dell’Alto Tevere Il lavoro e l’impegno di Slow Food e delle sue Comunità hanno permesso di “salvaguardare” due prodotti e riportati all’attenzione della eno-astronomia mondiale. Il riconoscimento di “Presidio del Vinosanto e del Mazzafegato” è solo una tappa dell’azione che Slow Food sta intraprendendo per preservare efficacemente natura, territorio e storia della nostra vallata all’insegna del cibo ” buono, pulito, giusto e per tutti”, ha concluso Consigli.