Estate ed animali abbandonati: boom di gatti abbandonati in Altotevere

CITTÀ DI CASTELLO – In questa calda estate, nonostante le numerose campagne di sensibilizzazione anche a livello nazionale, non si ferma l’abbandono di animali domestici. Ed anche in Alto Tevere assistiamo a sempre più numerosi abbandoni, soprattutto di gatti. E’ facile notare, sbirciando tra le pagine social dei volontari, una crescente richiesta di adozione di animali, specialmente gattini, abbandonati qua e là. Piccoli felini che a volte non sopravvivono all’abbandono, mentre altri, più fortunati, trovano l’aiuto degli instancabili volontari o di semplici persone amanti degli animali che non riescono a chiudere gli occhi vedendo una cucciolata difficoltà e donano loro qualche avanzo di cibo che gli garantisce una sopravvivenza.

Qualche settimana fa una cucciolata, forse di pochi giorni, è stata abbandonata nella zona industriale. Una decina di micetti in tutto che sono riusciti a crescere come “gattini randagi”, sfidando il destino ed i pericoli. Ma diventando grandi, loro malgrado, essi stessi un pericolo. Attraversare una strada, sopratutto se trafficata, può causare incidenti pericolosi per loro, ma, ovviamente, anche per i guidatori.

Non solo, al gruppetto si è unito anche qualche altro gatto forse più grandicello ed insieme vanno a formare vere e proprie “colonie libere”, non gestite né assistite da nessuno. La soluzione, contro l’abbandono sfrenato di gatti ed il loro proliferare in maniera randagia e senza controllo, è sempre la stessa: sterilizzare il proprio gatto. Pare inutile, infatti, far concepire cucciolate per poi disfarsene in modo poco civile: la sterilizzazione dei propri animali rappresenta l’unica scelta responsabile e civile per la prevenzione dell’abbandono e dei problemi che la causano.

Come vediamo dalle foto, i gattini abbandonati alla zona industriale, che sono solamente un esempio dei tanti ritrovati qua e là per l’Alto Tevere, pare crescano bene, sarà però difficile regalare loro una casa a meno che, qualche buon’anima, non riesca a prenderli e salvarne qualcuno dal proprio destino prendendosene cura.