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Ente acque umbre e toscane: via libera al bilancio d’esercizio 2019

FIRENZE – Luce verde per il bilancio di esercizio 2019 dell’Ente Acque Umbre e Toscane (EAUT), con un valore di produzione pari a 4 milioni e 991 mila euro e con costi di produzione di 4milioni e 820 mila euro, registra un utile di circa 80mila euro. L’Ente, nato su iniziativa di Toscana ed Umbria, si occupa della progettazione e della realizzazione di opere infrastrutturali idrauliche di questi territori e la gestione delle opere che implicano l’erogazione della risorsa idrica a fini idropotabili ed industriali, oltre alla produzione di energia idroelettrica.

L’Ente gestisce tre grandi dighe in Valtiberina Umbra e Toscana, in Valdichiana, la diga del Calcione nel senese, la diga del Chiasci in Umbria e i sistemi di adduzione connessi. La proposta di delibera, illustrata in Aula dalla presidente della commissione sviluppo economico e rurale Ilaria Bugetti (Pd) è stata approvata a maggioranza con 19 voti favorevoli e 14 astensioni. Bugetti ha ricordato che “il valore di produzione è composto da una quota correlata alle spese generali per lavori pubblici eseguiti in concessione dallo Stato per 1milione e 168mila euro”; poi ci sono i proventi da cessione della risorsa idrica ai gestori del servizio idrico integrato per due milioni e 950 e proventi dalla produzione di energia elettrica per 328mila euro più gli incentivi green per 8mila euro. Nei costi di produzione, invece, rientrano un milione e 666mila euro per il personale e un milione 747mila per servizi. EAUT è destinatario di 68milioni dal ministero politiche agricole che riguardano il progetto attuativo per il ripristino di Montedoglio e di 9 milioni e mezzo per la Valtiberina ed ha dato corso a progettazione di opere che li ha portati ad essere destinatari di “finanziamenti per 150 milioni di euro nei prossimi anni”.

“Non è questo il caso – è intervenuto Diego Petrucci (FdI) durante la discussione – ma richiamo l’attenzione sul fatto che tra i maggiori enti che forniscono servizi pubblici essenziali come acqua, luce e gas fanno centinaia di milioni di utili, nel 2020 oltre 200 milioni. I casi sono due: o questi enti non fanno investimenti per interventi infrastrutturali, o si fanno pagare troppo le bollette ai consumatori”. “È di grande attualità – aggiunge Petrucci – ora che le aziende sono chiuse ma costrette a pagare comunque il 60 – 70 per cento del consumo normale anche per via delle tasse e accise che vengono caricate in bolletta. E ci sono aziende che hanno 50 per cento di controllo di privati”.

Un intervento rimasto parzialmente risposto, infatti il capogruppo Pd Vincenzo Ceccarelli è intervenuto per specificare come il ragionamento non sia applicabile ad EAUT anche se meriterebbe un approfondimento in altra sede.