“Dopo l’apocalisse. Ipotesi per una rinascita”, presentato di libro di Nencini e Cardini

CITTÀ DI CASTELLO – Ricorsi storici di pandemie e apocalissi in un libro di successo. Si è svolta presso la Sala consiliare del comune di Città di Castello, la presentazione del libro di Riccardo Nencini e Franco Cardini, ‘Dopo l’Apocalisse. Ipotesi per una rinascita’ (Edizione “La Vela”), una interessante occasione per guardare al passato, alla storia con un occhio al futuro. L’incontro è stato moderato dal sindaco di San Giustino, Paolo Fratini.

Ad aprire la serie degli interventi il sindaco di Città di Castello, Luciano Bacchetta, che ha sottolineato la stretta attualità delle questioni e vicende affrontate nel libro da Nencini e Cardini. “Un contributo culturale e storico di grande spessore che serve per affrontare in maniera più approfondita la situazione di emergenza che stiamo vivendo da mesi. La storia ci viene incontro spesso e ci consente di vivere il presente e il futuro attraverso parallelismi e ricorsi che permettono di andare a fondo alle questioni di grande portata sociale”, ha precisato Bacchetta “Il libro racconta le epidemie del passato e spalanca una finestra sul mondo che ci attende. È un viaggio nella storia – dalla peste che decimò l’Atene di Pericle al dramma narrato dal Manzoni – ha dichiarato Riccardo Nencini – da cui trarre indicazioni utili a comprendere cosa potrebbe accadere nei prossimi mesi in Italia e nelle relazioni internazionali.” Garibaldini entrambi, gli autori sfatano alcuni luoghi comuni che nel corso della quarantena sono stati presentati come verità: la fine della globalizzazione, la crisi della Cina, i profondi cambiamenti nella natura umana – più docile, meno egoista, meno individualista – la sconfitta dei protagonisti della mondializzazione (multinazionali e alta finanza). Uno sguardo ironico e severo. Ironico nel racconto dell’oggi rapportato a ieri. Nonostante ci separino quattro secoli dalla peste che infierì sulla Lombardia e su Venezia, ci si imbatte negli stessi errori e nelle stesse misure adottate, compreso le autocertificazioni, i ritardi della cassa integrazione, i rimedi ‘classici’ come quello di lavarsi le mani spesso. E poi le titubanze della scienza, le pressioni dei mercanti (delle imprese), le dicerie e le false notizie propagate per fini politici. Come nella stagione del doge e del Borromeo. Un quadro davvero sorprendente.Severo nella lettura del presente e nelle previsioni. Un tempo la peste e altri virus venivano considerati ‘i grandi livellatori’ perché si abbattevano con uguale forza su ogni ceto sociale. Non è più così. I poveri e i ceti medio bassi si ammalano, muoiono e soffrono di più, rischiano di più di perdere il lavoro. Anche per questa ragione l’auspicio è che la politica – e lo Stato – riescano a scalare posizioni. Equità, giustizia sociale, investimento nella conoscenza dentro uno Stato umanizzato, meglio se la ricostruzione avviene tenendo tutti alla stanga, a cominciare dalle forze più rappresentative di questa Italia. Il modello è il secondo dopoguerra. L’alternativa? Il ricorso a procedure verticistiche con poteri accentrati in poche mani.La Cina è tutt’altro che al crepuscolo. Giocherà con gli Stati Uniti la partita del secolo in un mondo che somiglierà al primo dopoguerra. Nessuna leadership assoluta, una manciata di potenze regionali, Russia in testa, baricentro spostato sul Pacifico. Il punto sospeso è l’Europa. Formica o struzzo? Un disegno strategico ancora non c’è e manca quella coesione, politica e istituzionale, necessaria a tenerla nella competizione globale. Cardini e Nencini pessimisti.Le crisi provocano discontinuità ma servono due ingredienti per costruire il futuro: leader che colgano le opportunità che germinano dall’emergenza e un progetto lungo. Insomma, creatività, talento, cooperazione, strabismo.Proprio le virtù di quel medico e di quei due ingegneri bresciani che hanno trasformato maschere da sub in respiratori nel bel mezzo della pandemia.Dove cercarli?

Franco Cardini è professore emerito di storia medievale presso l’ISUS/SNS. Ha insegnato in varie università in Europa e all’estero e collabora con alcune testate giornalistiche e con varie emittenti televisive. Si occupa principalmente di rapporti fra mondo europeo e civiltà musulmana. Per La Vela ha pubblicato “Gesù, la falce, il martello” (2017), “Neofascismo e neoantifascismo” (2018), “Homo viator. Il pellegrinaggio medievale” (con Luigi Russo, 2019), “Interviste impossibili” (2019) e “Cantico postmoderno di Natale” (2019).

Riccardo Nencini è nato in Mugello. È autore di un’opera vasta e differenziata, sia saggistica che narrativa. Ha vinto il Premio Selezione Bancarella Sport 1999 con “Il giallo e il rosa” (Giunti) ed è stato finalista del Premio Acqui Storia 2010 con “L’imperfetto assoluto” (Pagliai) e del Premio Acqui Ambiente 2019 con “La bellezza” (Pagliai). Ha pubblicato “Morirò in piedi” (Polistampa, 2007) e “Il fuoco dentro” (Pagliai, 2016), in omaggio a Oriana Fallaci. Ha ricevuto il Premio Internazionale Il Molinello per aver ideato il “Dizionario della Libertà”.