Distretto tabacchicolo umbro dell’Altotevere, una eccellenza che garantisce sostenibilità ambientale, sociale ed economica.

CITTA’ DI CASTELLO – Agricoltori e maestranze, opportunamente distanziati su una sala di circa 700 mq, hanno partecipato venerdì 3 luglio all’appuntamento organizzato dalle tre cooperative, FAT – AGRICOOPER – A.R.P.T., all’interno dello stabilimento di trasformazione del TTI (Trasformatori Tabacco Italia) di Città di Castello.

L’occasione è stata quella della visita dell’assessore all’agricoltura della Regione Umbria, voluta per sensibilizzare Roberto Morroni sulle problematiche del settore tabacco e sull’importanza dello stesso per l’economia del distretto altotiberino.

Presenti, oltre Fabio Rossi, presidente consorzio TTI e Confagricoltura Umbria, Matteo Bartolini, presidente CIA Umbria, Luca Secondi, vicesindaco di Città di Castello, Libero Valenti, in rappresentanza del sindaco di San Giustino e presidente OPTA (associazione tra le più grandi in Europa che racchiude aziende tabacchicole dal Veneto alla Campania), anche i rappresentanti di alcuni istituti universitari (CONSORZIO INSTM – UNIMORE – POLIMI) con cui la filiera sta portando avanti progetti innovativi.
Al centro dell’incontro, il futuro del distretto tabacchicolo dell’Altotevere che, oltre alle aziende di produzione e di trasformazione, include anche un indotto più ampio in un’ottica di filiera completa. Le caratteristiche più salienti che caratterizzano la filiera sono le azioni a sostegno di sostenibilità ambientale, sociale ed economica attraverso progetti che prevedono cospicui investimenti per ricerca e innovazione. Chiesto un sostegno alla filiera anche per il rinnovo dei contratti con le multinazionali.

Dopo un breve saluto con i ricercatori degli istituti universitari con i quali le cooperative collaborano per la ricerca e l’innovazione è stato visitato lo stabilimento di trasformazione e a seguire è iniziato l’incontro, moderato da Fabio Rossi.
“Il TTI – ha detto Rossi, presidente del consorzio nonché presidente di Confagricoltura Umbria – acquista il 60% del tabacco umbro e gran parte del valore aggiunto del prodotto trasformato rimane sul territorio garantendo un impatto socio-economico nell’Altotevere di notevole rilevanza. Abbiamo investito anche su altre produzioni quali il nocciolo, ortofrutta e rinnovabili ma la produzione e trasformazione del tabacco non verrà mai interrotta. Continueremo ad investire in ricerca e innovazione – ha concluso Rossi – affinché la sostenibilità ambientale sia sempre garantita. É necessario non disperdere la capacità di aggregarsi”.

“Chiediamo – ha aggiunto Secondi, vicesindaco di Città di Castello – l’attenzione della Regione per questa produzione che, soprattutto in queste zone, ha un forte valore storico riuscendo a coniugarsi perfettamente con le caratteristiche di carattere ambientale”.
Per Valenti, in rappresentanza del sindaco San Giustino e presidente OPTA, “le aziende tabacchicole sono da sempre all’avanguardia rispetto alle altre ed è per questo che vanno supportate dalle istituzioni”. Secondo il presidente CIA, Bartolini, “il tabacco ha fatto la storia dell’Alta Umbria ed ha portato ad uno sviluppo oltre che economico anche sociale, con un impiego importante di manodopera femminile e forte integrazione territoriale”.

“L’ambiente che ho trovato – ha affermato l’assessore Morroni – trasmette quanto c’è di storia e di identità in questo settore. L’ancoraggio alla tradizione è connubio importante con la ricerca e l’innovazione. Uno sguardo al futuro con la tradizione sempre presente. Qui si è già realizzato quanto io sto portando avanti con forza: l’aggregazione. Il vostro esempio sarà un indicatore per le altre filiere. Sicuramente questo settore verrà attenzionato dall’esecutivo regionale. Stiamo vivendo una trasformazione che ci consegnerà un mondo completamente diverso e ci sarà solo chi riuscirà a trovare nuove opportunità: il cambiamento è un fattore di crescita e di progresso. Con le vostre esperienze avete dato prova di essere in grado di affrontare i cambiamenti”.

Confagricoltura Umbria e Cia, in rappresentanza delle imprese agricole hanno infine rivolto un appello all’assessore Morroni, affinché si attivi per trovare delle soluzioni adeguate per quanto riguarda il costo molto elevato dell’acqua nel comprensorio irriguo di Montedoglio “che crea difficoltà per le aziende a mantenere una sostenibilità economica a fronte degli elevati costi di produzione”. “Metterò in moto comportamenti atti a far funzionare il servizio senza creare disagio economico sulle aziende del comprensorio” ha commentato Morroni.