Dal Cameron al lavoro come metalmeccanico: la storia di Hassan e la Scuola Bufalini

CITTÀ DI CASTELLO – La scuola, l’istruzione e un diploma, oltre che l’inserimento nel mondo del lavoro, accompagnati professori esperti che lo guidano, una buona dose di ottimismo e tanta voglia di imparare: questo è uno dei segreti per l’integrazione nel territorio di giovani migranti provenienti da Paesi lontani. E l’Asp Giovanni Ottavio Bufalini – Centro di Istruzione e Formazione Professionale conosce bene questo “segreto” e tra i tanti alunni spiccano storie che emozionano, come quella di Hassan Ahmed, un giovane che ha lasciato la sua terra d’origine, il Camerun, con in tasca tanti sogni, tanta buona volontà ed le preziose parole di un padre saggio: “Non smettere mai di sognare e di studiare. Il mondo va veloce”.

Un consiglio prezioso per questo giovane che gli sta garantendo quella che definisce “Una seconda, importante opportunità” e che non intende sprecare. Hassan ha percorso in gran parte a piedi il suo viaggio verso l’Italia, attraverso metà del continente africano fino alla Libia nelle mani dei ribelli. Lì viene rinchiuso in carcere per oltre un anno. «Luoghi infernali in cui ho visto la morte in faccia molte volte. – ha raccontato Hassan – Ma in cui sono stato più fortunato di altri prigionieri, miei compagni, che da lì non sono mai più usciti». Poi il viaggio in mare, la Sicilia e infine la comunità di Arezzo con la possibilità di una nuova vita e l’incontro con “la Bufalini”. «Ho cercato e trovato da solo la Scuola Bufalini a Città di Castello, un centro di formazione dove ho potuto studiare gratuitamente perché mi sono iscritto ad un corso di qualifica professionale finanziato dalla Regione Umbria, per fortuna ho potuto partecipare nonostante fossi residente
in Toscana».

Grazie al taglio molto pratico della scuola Hassan ha imparato un mestiere, quello del metalmeccanico e la lingua italiana, che parla perfettamente, prima di ottenere un contratto di lavoro in un’azienda di Sansepolcro. Oggi Hassan sta concludendo il suo percorso per l’ottenimento della qualifica professionale e la sua vita ha preso la direzione che lui stava cercando. «Il mio sogno è quello in futuro di poter aprire una mia piccola azienda e stabilirmi qui in Italia, il paese che mi ha regalato l’opportunità di una seconda vita».

“La storia drammatica e a lieto fine al tempo stesso con sviluppi davvero inaspettati e positivi di Hassan costituisce un punto di partenza significativo ed emblematico per considerare la questione dei migranti e la presenza di extracomunitari nel nostro paese con un approccio diverso meno ideologico e preconcetto e più orientato al sociale e all’integrazione compiuta. – ha sottolineato il sindaco di Città di Castello Luciano Bacchetta – Il percorso che questo ragazzo ha compiuto al centro di formazione professionale “Bufalini” della nostra città che gli ha consentito di trovare subito un lavoro e di specializzarsi ancora è senza dubbio una bella pagina di vita quotidiana da portare ad esempio verso tutti e nei confronti in particolare delle giovani generazioni. Bravo Hassan la comunità tifernate è orgogliosa di quello che stai facendo con tenacia e determinazione.”