“Cuore di Leone”: dopo le 750 firme cresce l’attesa per la convocazione del consiglio comunale aperto

CITTÀ DI CASTELLO – Con l’obiettivo che il Comune tifernate possa adottare il Peba, ovvero il Piano di Abbattimento delle Barriere Architettoniche, l’associazione Cuore di Leone e il suo presidente Riccardo Lucaccioni, fiancheggiati attivamente dall’associazione “Il Mosaico” di Carlo Reali, non si fermano e proseguono dritti verso questa importante finalità forti anche delle oltre 750 firme raccolte.

Lucaccioni e Reali, e gli altri membri delle associazioni, dopo aver consegnato le firme il mese scorso all’Ufficio protocollo del Comune di Città di Castello, aspettano ora la convocazione del Consiglio comunale aperto così come prevede la legge: la petizione, infatti, dovrebbe arrivare in consiglio entro 60 giorni dalla data di protocollo, dunque, massimo a metà luglio.

E a metà circa di questa attesa, questa mattina, martedì 11 giugno, Riccardo Lucaccioni si è recato in Comune per consegnare una lettera rivolta all’attenzione del sindaco, del presidente del Consiglio comunale e ai capogruppo consiliare. “Sono tantissime le difficoltà che ogni giorno chi, come noi vive su una carrozzella si trova a superare. Spesso le vere barriere non sono quelle di cemento, ma ancora di più quelle mentale. Circa un mese fa la nostra Associazione, in collaborazione con gli amici de “Il Mosaico” – scrive Lucaccioni nel documento – ha raccolto circa 750 firme in calce ad una petizione che ha come oggetto il tema delle barriere architettoniche, nella quale si chiede che il nostro Comune possa adottare il Piano Abbattimento delle Barriere Architettoniche (Peba) così come previsto dal D.L. 41/86. In questo modo il nostro Comune diventerebbe capofila, assieme al Comune di Assisi, nella stesura ed adozione di un piano così importante che non solo darà risposte a chi come noi vive una disabilità, ma anche alle persone anziane, alle mamme con passeggini ed altri”.

Rivolgendosi al primo cittadino Lucaccioni, presidente dell’associazione Cuore di Leone, spera che possa “sensibilizzare i gruppi consiliari su questo importantissimo tema di civiltà e buonsenso” e chiede ulteriormente la possibilità di intervenire “nella presentazione e nel dibattito della petizione permettendoci in prima persona di interloquire con i consiglieri comunali”. Proprio per questo chiedono di indire “un consiglio comunale aperto su questo tema, sentito, come già avvenuto in passato per altre questioni rilevanti”.

Lucaccioni e Reali sanno che l’ubicazione della sala del consiglio comunale è di impossibile accesso per chi vive su una carrozzina, ma questo non li scoraggia, sono pronti ad arrivarci in un modo o nell’altro, anche se suggeriscono, già da ora, la possibilità di allestire un consiglio comunale in una location diversa, almeno per quest’occasione, e perchè no, “magari sfruttare la nuova Biblioteca comunale – suggerisce reali – dotata di ascensori adatti anche a chi non può salire in autonomia”.