Covid, un nuovo caso a Città di Castello

CITTÀ DI CASTELLO – “Registriamo un altro positivo a Città di Castello, una persona che non è residente, ma è domiciliata nella nostra città, e lavora in un’azienda dell’Altotevere”. E’ la dichiarazione di oggi del sindaco Luciano Bacchetta che aggiorna a 14 il numero delle persone positive a Città di Castello.

“Come sempre sono scattati anche in questo caso tutti i protocolli previsti, a cominciare dall’isolamento domiciliare, necessario a evitare contatti interpersonali”, spiega il primo cittadino, che evidenzia come “la situazione sia comunque, almeno per ora, decisamente sotto controllo nella nostra città”.

“Le caratteristiche della diffusione del contagio a Città di Castello sono per adesso molto diverse da quelle che abbiamo conosciuto a marzo e aprile – spiega il sindaco – non c’è nessun ricoverato, c’è soltanto una persona a villa Muzi, tutti i positivi del nostro territorio comunale sono in isolamento domiciliare, il che vuol dire che la sintomatologia che presentano non desta particolari preoccupazioni”.

“Per molti dei positivi sono già stati effettuati nuovi tamponi, alcuni dei quali al primo impatto sono risultati essere negativi, ma ovviamente ci dovrà essere un secondo tampone che confermi la negatività per poter dichiarare che queste persone sono uscite dalla malattia”, ricorda il primo cittadino, che osserva: “ovviamente il problema vero è il ricovero in ospedale e soprattutto è il rischio che la malattia possa degenerare, come è accaduto purtroppo nel recente passato, ma per adesso non ci sono queste condizioni e speriamo di continuare così, magari con un aumento delle persone che tornano negative dopo essere state positive”. “L’auspicio – puntualizza il sindaco – è che non ci siano conseguenze nei luoghi dove c’è più assembramento, ci sono più relazioni, come per esempio nelle scuole”. “Per adesso – sottolinea Bacchetta – non abbiamo segnali, aspettiamo gli effetti della riapertura delle scuole dopo la chiusura per la consultazione elettorale”. “E’ un banco di prova importante e significativo – rimarca il sindaco – perché le potenzialità di rischio sono superiori che altrove, dato che il distanziamento avviene in maniera più difficoltosa e c’è un numero consistente di relazioni sociali che possono favorire inevitabilmente il diffondersi del contagio”.