Covid, 6 positivi nel weekend. Bacchetta: ”Da noi non c’è una vera emergenza”

CITTÀ DI CASTELLO – “Città di Castello ha avuto negli ultimi due giorni sei nuovi positivi e un guarito, per cui il totale passa a 27 positivi, un numero sicuramente da monitorare, ma nettamente inferiore al contesto umbro”. E’ così che il sindaco Luciano Bacchetta ha aggiornato oggi la situazione dell’emergenza da Covid-19, nel quadro di una valutazione della situazione regionale legata alla gestione della pandemia.

“Ieri in Umbria abbiamo avuto 327 nuovi positivi, una delle percentuali più alte d’Italia”, ha osservato il primo cittadino, nel richiamare l’attenzione sul fatto che “la nostra regione stia vivendo un’emergenza vera, drammatica”. “A Città di Castello non ne abbiamo la percezione, per fortuna, perché non abbiamo nessun ricoverato e i nostri positivi sono in isolamento domiciliare contumaciale – ha sottolineato Bacchetta – mentre il reparto Covid del nostro ospedale ospita 28 ricoverati, nessun tifernate, per cui questo è un tributo che paghiamo ovviamente e volentieri alla solidarietà regionale”. “La situazione umbra oggi è assolutamente di totale emergenza e qualcuno ne deve prendere atto”, ha puntualizzato il sindaco, che ha elencato i casi di positività registrati a livello regionale: “714 a Perugia; 262 a Terni; 122 a Bastia Umbra; 111 a Foligno; 106 a Corciano; 94 ad Assisi; 70 a Magione; 66 a Gubbio; 63 a Passignano; 55 a Spoleto; 50 a Marsciano; 48 a Sangemini; 47 a Narni; 36 a Umbertide; 29 a Tuoro; 28 a Deruta”. “Il contesto regionale umbro è assolutamente drammatico – ha ribadito Bacchetta – non poniamoci il problema del perché lo sia, le motivazioni possono essere moltissime, ma il dato vero e inquietante è che i malati di Covid sono oggi di fatto a Perugia, a Terni e a Città di Castello”.

“Occorre una programmazione regionale seria – ha chiarito il sindaco – vi sono alcuni ospedali che sembrano non toccati dal Covid, ma siccome la solidarietà deve essere regionale, il problema è regionale e non è possibile che Città di Castello per senso di solidarietà e responsabilità ospiti 28 malati Covid, nessuno di questa città, e altri ospedali invece non abbiano alcun reparto Covid”. “Bisognerà porsi il problema in maniera seria, responsabile, non ipocrita e non farisea, altrimenti il sindaco di Spoleto ha ragione”, ha sostenuto Bacchetta, che ha spiegato: “non è possibile che vi siano agnelli sacrificali in Umbria, per cui bisogna spalmare sull’intero territorio regionale il peso dei malati Covid da ricoverare in ospedale”. “C’era un piano iniziale, completamente disatteso e non so perché, che va ripristinato e credo che davvero, uscendo dai campanili, l’assunzione di responsabilità dev’essere generalizzata, da parte di tutti”, ha rimarcato il sindaco. “Il nuovo Dpcm del governo imporrà alcune scelte abbastanza significative, i sindaci sono chiamati a fare gli sceriffi, ma io non lo sono e non lo sarò mai, ma come sempre faremo il nostro dovere”, ha affermato Bacchetta, ricordando “la decisione già assunta a suo tempo di annullare la Mostra del Tartufo, nonostante nella nostra realtà ci siano pochissimi positivi, al contrario di altri che invece la volevano confermare con moltissimi positivi”.

“Oggi il Dpcm spazza via ogni ipotesi, per cui iniziative legate a mostre non ci saranno e dovremo lavorare intensamente sulla messa in sicurezza del nostro territorio comunale, facendo in modo, se possibile, di assicurare il divieto di assembramento nei parchi e nelle zone dove è possibile che la cosiddetta movida dei nostri giovani sia concentrata”, ha anticipato il primo cittadino. “Voglio però spendere una parola per i giovani”, ha puntualizzato Bacchetta, che ha detto: “gli stiamo rubando la giovinezza, l’adolescenza, e non è una bella cosa, mi dispiace molto, però purtroppo ci dev’essere un’assunzione di responsabilità collettiva”. “Oggi è una fase nella quale l’eccesso di prudenza è comunque consigliabile rispetto a ogni altra ipotesi”, ha ammonito il sindaco, che si è detto in accordo con il fatto che le attività di pubblico esercizio possano lavorare fino alle ore 24.00 e che sulle scuole, “giustamente, si escludano la chiusura e l’applicazione della didattica a distanza tout court, per cui lavoreremo perché la didattica in sede, a scuola, nelle classi, continui perché è un fatto educativo e sociale”. Vedo che la filosofia di quest’ultimo Dpcm sia quella di tentare di eliminare le situazioni di rischio, senza per questo tornare a un nuovo lockdown e io lo condivido molto, moltissimo, perché dobbiamo continuare a vivere, utilizzando le norme della sicurezza che sono necessarie”, ha asserito Bacchetta.

A margine di un incontro in ufficio, il sindaco ha chiamato in causa anche il direttore del Distretto Altotevere dell’Usl Umbria 1 Daniela Felicioni, cogliendo l’occasione per “ringraziare gli operatori della struttura territoriale dell’azienda sanitaria per la grande passione e il grande impegno che mettono nella battaglia contro il Covid, perché sono loro che fanno tamponi, fanno la ricerca epidemiologica, il lavoro di base contro questa pandemia”. Nel ringraziare i colleghi del Servizio di Igiene e Sanità Pubblica e del Dipartimento di Prevenzione dell’Usl Umbria 1, con particolare riferimento alla dottoressa Pasquale e alla dottoressa Pazzaglia, “che – ha detto – seguono passo, passo tutti i casi positivi e i loro contatti stretti, proprio per contribuire a contenere la diffusione del contagio”, la dottoressa Felicioni ha sottolineato l’importanza dei controlli effettuati attraverso l’esecuzione dei tamponi, “il test di elezione per stabilire la contagiosità di un individuo”. “Grazie alla costituzione del drive-through nello storico Centro di Salute in via Vasari a Città di Castello, solo negli ultimi 16 giorni abbiamo fatto 1.441 tamponi e più di 300 test sierologici”, ha riferito la responsabile del Distretto Altotevere, nel ringraziare “i medici e gli infermieri della struttura e dei centri di salute del Distretto, che hanno fatto un grandissimo lavoro, rendendosi disponibili anche ad andare nelle case all’inizio della pandemia per fare i test e continuando a fare vaccinazioni, assistenza domiciliare, prelievi sanguigni”.

“E’ con questo lavoro che siamo riusciti a individuare i positivi, a tenerli a casa, a risalire ai loro contatti e a proteggerli e quindi ad avere una conoscenza anche delle situazioni che si stanno verificando nel territorio, quelle familiari, prevalentemente, perché adesso la maggior parte dei casi sono intra-familiari, ma anche quelli nelle scuole, dove abbiamo dovuto lavorare sui gruppi di classe nelle stesse modalità”. “Ringraziamo anche i cittadini per la pazienza che hanno quando ci sono file per le prestazioni che eroghiamo, anche al drive-trough, nelle situazioni in cui sono più della media dei 100 al giorno che stiamo tenendo”, ha concluso Felicioni.