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Consiglio: tamponi, antiusura e sedute interrotte al centro della discussione politica

CITTÀ DI CASTELLO – Il sindaco Luciano Bacchetta durante le comunicazioni ha aggiornato i dati riguardanti il COVID del comune tifernate: “Quattro positivi e 14 guariti. Nell’arco delle ultime due settimane, la tendenza è un numero molto alto di guariti, ma un numero consistente di positivi; il virus ancora circola e va tenuta la guardia alta. L’Umbria ha un numero alto di deceduti, 309, Castello nella seconda ondata è stato colpito molto meno della prima ma viviamo in questo contesto. Ci sono 11 ricoverati a Città di Castello e 10 sono nel reparto COVID normale e uno è in condizioni critiche. C’è stata una criticità della Muzi Betti, circoscritta. Gli operatori vengono dall’esterno e un operatore positivo ha determinato il contagio di 4 ospiti. Il paziente più a rischio, una centenaria è negativa oggi. Altri non destano preoccupazioni. La situazione sembra essere sotto controllo. Le case di riposo sono un anello debole, l’ASL fa incetta di infermieri perché ne ha bisogno e molti della Muzi Betti sono andati a lavorare in ASL. Probabilmente torneremo zona gialla, ci saranno sempre divieti e si chiuderà sempre alle 18.00. In Umbria comunque c’è un miglioramento ma al di là dei vaccini, questa situazione emergenziale perdurerà per diverso tempo ancora. Non c’è l’intenzione di diminuire le misure prudenziali. Un’ulteriore risalita sarebbe letale”.

Dopo la commissione, anche il consiglio comunale di Città di Castello, nella seduta di lunedì 30 novembre 2020, si è occupato della proposta di Gaetano Zucchini di acquistare un quantitativo di 3000 tamponi rapidi da somministrare ad un cluster specifico che Emanuela Arcaleni Castello Cambia ha individuato nella popolazione scolastica. Cesare Sassolini, capogruppo di Forza Italia, ha rilanciato l’importante messaggio del sindaco in commissione per usare 100mila euro per uno screening di massa e mi sono detto favorevole a fare un’analisi su questo. Oggi fare un tampone è proibitivo, se non c’è una motivazione cogente costa 70 euro e ci sono tanti cittadini che si vogliono controllare e non lo possono fare. Approvare con un voto la richiesta alla ASL di utilizzare il Lascito Mariani, per accelerare i tempi”.

Andrea Lignani Marchesani, capogruppo di Fratelli d’Italia, “sono contrario ai soldi per il tampone. Non usiamo i soldi per una cosa spot che va contro un pronunciamento già assunto del consiglio comunale che destinava ad altro il Lascito Mariani. La seconda ondata è alla fine, non credo che sia nello spirito delle volontà delle sorelle Mariani, anche perché le informazioni dei test rapidi non costruiscono una mappa attendibile. Sarebbe esclusivo, nel senso che escluderebbe alcuni. Al limite sarebbe più utile utilizzare il Lascito per i vaccini”. Mirco Pescari, capogruppo del PD, ha detto: “benissimo tutto quanto aiuta a fare un tracciamento e una mappa, non compete a noi. Mi convince il monitoraggio della popolazione studentesca che è una platea particola e ci dà uno spaccato su quel target. Non mi convince utilizzare né il Lascito Mariani né altre. Le finalità del Lascito devono avere un obiettivo durevole e deve andare al Centro Alzheimer e Casa della Salute”.

Filippo Schiattelli, alla sua prima uscita come consigliere di Civici per Città di Castello, sulla questione tamponi: “La ASL deve dire come e dove. La propaganda non serve a nessuno specialmente in questi momenti dedicati o dopo quello che è successo oggi in consiglio”. Gaetano Zucchini, capogruppo del Gruppo Misto, ha detto: “Sui tamponi, ripeto la proposta. Sono tamponi rapidi antigenici, regolato nello stato italiano dall’Istituto superiore di Sanità che ha dettato le linee guida. La proposta non è singolare ma segue le linee guida. La campagna serve ad individuare gli asintomatici o cluster particolari. Nessuno l’Amministrazione decida sulla politica sanitaria autonoma, che rimane alla ASL. Si proponeva l’acquisto di 3000 tamponi per 30mila euro da donare come gesto di appartenenza comunitaria alla ASL. Il sindaco ha individuato il Lascito Mariani, non mi sembra così illegittimo rispetto al dettato del testamento. L’Amministrazione farà la proposta alla ASL e ci dirà se è favorevole. Quindi tireremo le somme”.

Il sindaco Luciano Bacchetta ha concluso: “Sul Lascito Mariani rischiamo di avvilupparci in un dibattito che non esiste. Ho fatto una proposta a contrasto della diffusione del virus, sarà Asl a decidere. Il primo obiettivo del Lascito è Centro Alzheimer e Casa della Salute, sulla somma del reparto di oncologia non utilizzate c’erano risorse. Si deciderà nelle sedi preposte e il consiglio comunale sarà coinvolto”. Il sindaco Luciano Bacchetta durante le comunicazioni al consiglio comunale di Città di Castello di lunedì 30 novembre 2020 ha proposto: “un incontro con il presidente della Commissione Antiusura Fausto Cardella, che vorrebbe aprire un confronto in relazione ai riverberi criminali che ci possono essere nella nostra regione sulle infiltrazioni della Ndrangheta e altri fenomeni legati alle conseguenze sull’economia del Covid. E’ un’opportunità da cogliere”. Vincenzo Bucci, capogruppo di Castello Cambia, ha accolto positivamente la proposta del sindaco sulla Commissione con il presidente Cardella.

Marcello Rigucci, consigliere del Gruppo Misto, ha portato in evidenza il fatto che “il parcheggio dietro la scuola Garibaldi è tornato a pagamento. Si sarebbe dovuto mettere almeno un cartello per avvisare i cittadini”.

Marco Gasperi, consigliere del Gruppo Misto, ha quindi parlato del comunicato stampa “mio e di Letizia Guerri sulla sospensione del consiglio comunale. E’ stato recepito in modo sbagliato. Per quanto concerne il tono, posso comprendere che sia risultato pesante; ma io rispondo del virgolettato. Tuttavia se qualcuno si è sentito offeso, voglio scusarmi. Non era intenzione. Nel merito: è una prassi che dura da anni. Io ho sempre sostenuto che sia necessario completare l’ordine del giorno; non è un problema legato alla stanchezza dei consiglieri ma una gestione dell’ordine del giorno che va a discapito del confronto politico. Si parte con gli atti amministrativi, interrogazioni, interpellanze, mozioni, ordini del giorno. Gli ultimi non vengono mai discussi e il consigliere è disarmato. Le conseguenze sono chiare: se si fanno dei concorsi il consigliere non può discutere di come è nominata la commissione, bisogna andare dalla Corte dei Conti. Il sindaco è intervenuto per ribadire che “sulle commissioni di concorso il consiglio comunale non può decidere. Io non so chi è in commissione e non voglio saperlo”. Nicola Morini, capogruppo di Tiferno Insieme, è intervenuto sul comunicato Guerri-Gasperi: “Sulle quattro ore di consiglio on line c’era un accordo”. Emanuela Arcaleni, consigliere di Castello Cambia, ha aggiunto: “Stigmatizzo il comunicato perchè sia Gasperi, ma soprattutto la Guerri essendo in maggioranza, avete votato la sospensione. Quindi il comunicato era privo di credibilità e ha gettato discredito sui lavori del Consiglio dal momento che nessuno partecipa per motivi economici. Detto poi da chi ha sempre votato la sospensione dei Consigli essendo in maggioranza, è ridicolo.”