Comitato E45 Punto 2: «Creare una commissione d’inchiesta parlamentare sulla E45»

CITTA’ DI CASTELLO – «Istituire u na commissione d’inchiesta parlamentare sulla gestione del tratto toscano della E45 e della vecchia Tiberina 3/bis ricadente nel comune di Pieve Santo Stefano. E intervento della commissione parlamentare antimafia».

Ecco le richieste del Comitato «E45 punto 2», che in un documento scrivono: «La chiusura della E45 dovuta alle precarie e disastrose condizioni in cui versa il viadotto del “Puleto”  e l’impossibilità di utilizzare la viabilità alternativa costituita dalla vecchia Tiberina 3bis a causa dell’illecito declassamento della stessa e del suo strano passaggio da Anas  al comune di Pieve Santo Stefano, sono solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso di schifezze riempito nel corso di questi decenni».

«Ancora oggi in piena emergenza non ci sono voci istituzionali che chiedono di far piena luce su questo scandalo italiano, anzi si assiste ad uno strano scaricabarile – hanno evidenziato ancora- eppure in poco più di 15 chilometri di quattro corsie  abbiamo la piazzola sequestrata e mai sistemata, ponti disastrati e pericolanti, l’unica strada alternativa chiusa e abbandonata, buche assassine e asfalti perennemente deteriorati, uno spettacolo indegno di un paese civile. Per questi motivi esigiamo che venga istituita al più presto una commissione parlamentare di indagine, ed inoltre chiediamo un intervento della commissione parlamentare antimafia.
Auspichiamo che le forze politiche tramite gli eletti in parlamento  si facciano promotori di questa richiesta e informiamo che inizieremo una raccolta firme tra i cittadini a questo fine. Ribadiamo, con la speranza di essere ascoltati, che  per la superstrada E45 si deve cambiare  il modello di gestione adottando quello utilizzato per la sgc FI/PI/LI che ha tolto dalle mani di Anas la strada per consegnarla ad un consorzio formato in quel caso da regione Toscana e province migliorando sensibilmente le condizioni della strada e lasciandola ai cittadini pubblica, gratuita e più sicura».