Citerna, dopo l’intervento sul Tevere il Comune chiede i lavori sui torrenti e rii

CITERNA – «Bene l’intervento sul Tevere ora i torrenti e rii». A dirlo sono stati il sindaco Giuliana Falaschi e l’assessore Paolo Bragotti che, in una nota, spiegano di aver preso atto dell’intervento e di apprezzare quanto fatto dalla provincia di Perugia su finanziamento della Regione per la parziale ripulitura del fiume Tevere, a seguito dei danni subiti dall’ evento calamitoso del marzo 2015, che aveva causato la caduta di numerosi arbusti nel letto del Tevere. «In effetti con tale intervento sono state risolte le situazioni a maggior rischio idraulico e di ostruzione del corso d’acqua, facendo ben sperare per il nostro territorio comunale in relazione al solo rischio del fiume Tevere – dichiara l’assessore – ma rimane ancora molto da fare, in particolare sul reticolo secondario dei fiumi».
Sull’argomento interviene anche il Sindaco Giuliana Falaschi, puntando l’attenzione sulla particolare vulnerabilità e fragilità del territorio comunale proprio per la sua particolare conformazione, con un’ampia zona ad alto rischio idraulico a valle proprio a causa del reticolo secondario che necessita di interventi di manutenzione ordinaria costanti, ed anche di rischio idrogeologico nelle zone collinari.
«Non è più possibile procrastinare nel tempo quegli interventi che solitamente la ex comunità Montana faceva e che ora non vengono più fatti, mettendo così a rischio la tenuta dei corsi d’acqua – ha aggiunto il primo cittadino – Si ricorda che negli ultimi anni più volte si è assistito all’esondazione del torrente Sovara, del Cerfone, dei numerosi rii che attraversano tutto il territorio. Molto è stato fatto sul versante dei ripristini, ma ciò che manca è proprio una manutenzione ordinaria che eviterebbe di dover intervenire in modo straordinario o, peggio, nella riparazione dei danni. Anche i cittadini devono fare la loro parte:ed è proprio per questo motivo che lo scorso anno abbiamo fatto un’ordinanza che specificasse meglio i lavori che i singoli sono tenuti a fare nelle loro proprietà, in particolare nella ripulitura dei fossi, che quantomeno eviterebbero l’allagamento delle strade». I due rivolgono un appello sia agli enti preposti al finanziamento degli interventi sui corsi d’acqua principali, sia ai privati cittadini per i piccoli interventi di loro competenza, affinchè possano lavorare in sinergia per evitare ulteriori rischi nel territorio.