Celestino II, il Rotary Club fa ‘rivivere’ per una sera il Papa tifernate

CITTA’ DI CASTELLO_ L’Altotevere può vantarsi di avere dato i natali a un Papa. Fu Celestino II.Il suo pontificato fu breve (dal settembre 1143 al marzo successivo) ma la sua impronta sulla Chiesa fu comunque cospicua specie se si considera il decennio capitolino da cardinale. A tratteggiare la figura di Celestino II, è stato Don Andrea Czortek, studioso insigne e direttore della biblioteca “Storti-Guerri” e dell’Archivio storico della diocesi; proprio con una visita guidata alla nuova collocazione dell’enorme patrimonio custodito, in grado di scandire la storia e il costume della città aveva avuto inizio la serata rotaryana.

Introdotto dal presidente del Club tifernate,  Claudio Tomassucci il relatore ha ripercorso la vicenda pastorale di Guido da Castello divenuto successore di Innocenzo II, ha sottolineato lo spessore culturale del personaggio che lo portò a confrontarsi con due riferimenti eccellenti dell’epoca (in conflitto aperto tra loro) quali Abelardo e Bernardo da Chiaravalle. Non solo ma l’altotiberino fu protagonista del concilio Lateranense II del 1139, mediatore sapiente in grado di dare sostegno in Inghilterra all’imperatrice Matilde e a Roma di favorire il riassorbimento dello scisma che aveva portato alla nomina dell’antipapa Anacleto II.

A Città di Castello , quale canonico capitolare della Cattedrale, donò l’intera sua biblioteca (56 manoscritti dei quali non vi è più traccia) e il celebre Paliotto, opera d’inestimabile valore.