Associazione nazionale dei tartufai: le associazioni non chiedono “il prodotto agricolo”, chiedono tutela per il tartufo italiano

CITTA’ DI CASTELLO – La Federazione Nazionale delle Associazioni dei Tartufai Italiani (F.N.A.T.I) ritiene che sia giunto il momento di fare chiarezza riguardo alle tante notizie rimbalzate sulla stampa locale e nazionale, tenuto conto che questa Federazione associa più di sessanta associazioni e coordinamenti di tartufai distribuiti in tutta Italia e può ben esprimere il pensiero e le richieste dei Tartufai italiani che in essa si riconoscono.
Prima di tutto la tracciabilità: significa che le normative fiscali che oggi sono in itinere devono partire dal primo anello della filiera: il tartufaio che “cava” il tartufo è l’unico che può attestarne l’origine. Va fatto dichiarando obbligatoriamente la specie del tartufo, il comune di ritrovamento, il proprio nome e numero di patentino. Questo vorremmo, per distinguere il tartufo italiano da prodotti importati, sovente di bassa qualità alimentare e sanitaria. Ma anche per impedire ai raccoglitori abusivi, che danneggiano irreparabilmente le tartufaie, di vendere il prodotto. Chi dice che i tartufai non vogliono la tracciabilità si sbaglia, perché la tracciabilità del tartufo italiano è nell’interesse anche dei tartufai italiani. Non solo del consumatore.
Poi una fiscalità equa, distinta per tipologia di cavatore, con un carico burocratico ridotto per il tartufaio non professionale. Ci vuole una fiscalità semplice ed equa per fare emergere i flussi di prodotto, ed è nell’interesse nazionale che ciò accada.
In ultimo, ma fondamentale: i tartufai vogliono il mantenimento della libera ricerca per accedere alle aree tartufigene e svolgere in questo modo anche un ruolo di vigilanza e di custodia del patrimonio esistente.
Le Associazioni dei tartufai svolgono questo ruolo in tutta Italia ormai da anni, senza contare che le tradizioni di “cerca” regionali e le conoscenze dei tartufai sono un immenso valore culturale tipico italiano che deve essere mantenuto, e che può generare moltissime attività nelle zone rurali del nostro paese.
Il Presidente F.N.A.T.I.