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Consegna della targa per Jimmy Cecchini al figlio

41° Mostra del Tartufo al via, con il ricordo di Giovannino “Jimmy” Cecchini e la manifestazione del comitato “Libera Cerca”

CITTÀ DI CASTELLO – Un taglio del nastro alternativo quello che questa mattina ha visto da protagonista la 41esima edizione della Mostra Mercato Nazionale “Il tartufo bianco” di Città di Castello, caratterizzato dalla protesta pacifica di oltre 70 tartufai del comitato “Libera Cerca”, che hanno deciso di far sentire le proprie ragioni dinanzi alle autorità locali e ragionali presenti per l’inaugurazione della tre giorni tifernate dedicata al pregiato tubero.

I tartufai presenti hanno fatto noto alle autorità, fra cui l’assessore regionale Morroni ed il neosindaco tifernate Luca Secondi, in un vero e proprio faccia a faccia come il fenomeno di privatizzazione del territorio, che in pochi anni ha portato a ridurre considerevolmente gli spazi per la libera cerca, è arrivato a mettere sempre più a rischio l’attività dei cavatori. I membri del comitato puntano anche il dito sulla facilità di concessione delle autorizzazioni relative alle tartufaie controllate, “date ai privati in maniera superficiale – dicono – spesso senza neanche rispettare iter o norme previsti dal regolamento, e non ottemperando di fatto a quanto richiesto dalla legge n 12 del 09/04/2015, (dove si legge che la Regione tutela e valorizza il patrimonio tartuficolo naturale e ne favorisce la ricerca libera)”.

Un tartufo “acchiappaturisti”: volano della ripresa economica e della promozione del territorio. “Il tartufo in Umbria rappresenta una delle eccellenze che sviluppano una catena del valore in termini di produzione, gestione del territorio, tutela della biodiversità. – dice l’assessore regionale alle politiche agricole e agroalimentari ed alla tutela e valorizzazione ambientale dell’Umbria, Roberto Morroni – Motivo per cui la Regione Umbria investe nella tartuficoltura credendo nel suo potenziale per il rilancio delle aree. A breve uscirà, infatti, un bando per una ricaduta di risorse significative nel settore che consentano interventi volti a favorire la concentrazione dell’offerta, l’incremento delle attività di produzione, la trasformazione, la valorizzazione e la commercializzazione. Le iniziative della Regione Umbria intendono perseguire la realizzazione di un importante progetto di filiera atto a rafforzare il ruolo e le opportunità economiche della nostra regione con riferimento a questa straordinaria eccellenza”.

Il taglio del nastro della quarantunesima edizione della Mostra Mercato Nazionale del Tartufo bianco di Città di Castello è avvenuto alla presenza del neosindaco tifernate, Luca Secondi, del Presidente dell’Associazione Mostra del tartufo, Mauro Severini, del presidente del Gal, Mirko Ceci, del Presidente dell’associazione nazionale Città del Tartufo, Michele Boscagli, di sindaci altotiberini, rappresentanti istituzionali, autorità civili e militari. Prima del consueto itinerario fra gli stand della mostra nel salotto buono della città si è svolta una toccante cerimonia di consegna di una targa ricordo alla famiglia di Giovannino “Jimmy” Cecchini (alla moglie Daniela e ai figli Andrea e Silvia) storico tartufaio ed imprenditore di successo scomparso poco tempo fa.

La targa a ricordo di Jimmy Cecchini

“Nel ricordo di Giovannino “Jimmy” Cecchini pioniere appassionato della promozione, valorizzazione del territorio e delle tradizioni attraverso il tartufo e le eccellenze agro-alimentari. Con gratitudine e affetto”, questa la motivazione impressa nella targa con i loghi dei comuni di Città di Castello, Pietralunga e dell’Associazione Mostra del Tartufo. A margine della inaugurazione si è svolta una manifestazione di un gruppo di tartufai che hanno chiesto l’attenzione delle istituzioni pubbliche per il valore della ricerca del tartufo e delle problematiche connesse. Il sindaco Luca Secondi, l’assessore regionale, Roberto Morroni, il presidente della Mostra, Mauro Severini ed alcuni rappresentanti istituzionali li hanno incontrati in piazza Matteotti ed ascoltato le loro richieste. Fino a lunedì 1° novembre il centro storico si trasforma in una vera e propria vetrina delle eccellenze agro-alimentari, con il tartufo bianco, la prelibata e profumata trifola in bella mostra a portata dei palati più esigenti e buongustai pronti a gustare i piatti della cucina umbra preparati dai ristoranti della città. Una tre giorni diventata tappa fissa per gli appassionati di prelibatezze, buongustai e soprattutto del tartufo bianco dell’Alto Tevere, re incontrastato della tavola.

La Mostra fin dal suo esordio, è stata un motore fondamentale di promozione non solo per il tartufo bianco, ma per tutto il territorio. Questa nuova edizione, ha sì il profumo inconfondibile del tartufo, ma anche della ripartenza con un’attenzione particolare alla territorialità e alla tipicità del patrimonio agro-alimentare. L’evento promosso dal comune di Città di Castello, dall’associazione Mostra del Tartufo, dall’associazione Tartufai, insieme alla Regione dell’Umbria e agli enti pubblici locali, tra cui il GAL con il progetto “DeGustibus”, sarà un’occasione da non perdere. Una vetrina d’eccezione per celebrare tutte le tipologie del tartufo, perché in questa zona, per via del microclima, ogni tartufo ha la sua stagione, con un’attenzione in particolare alla “trifola” dell’Alto Tevere umbro, (“Tuber magnatum pico”, prelibato tartufo bianco) che matura proprio in autunno.

“Le quattro stagioni del tartufo” non a caso è lo slogan, scelto già da alcune edizioni, per distinguere la specifica territorialità e, l’esercito di cavatori, circa un tifernate ogni venti, fanno di Città di Castello la “capitale del tartufo” e, soprattutto nella stagione culmine di questa produzione, una fabbrica vera e propria di tutte le pesature e per tutte le tasche. Il prezzo del tartufo bianco è aumentato circa del 30% arrivando in media a 300-400 euro all’etto come hanno sottolineato associazioni di categoria del mondo agricolo qualche giorno fa. Si tratta di valori sui massimi toccati negli ultimi anni con i 350 euro nel 2013, i 500 euro nel 2012 e i 450 euro all’etto del 2017 per pezzature medie dai 15 ai 20 grammi. A far alzare le quotazioni è stato il lungo periodo di siccità che ne ha frenato le nascite, ma ora con le possibili precipitazioni in autunno, si potrebbe vedere positivo per le regioni vocate per la raccolta, fra cui l’Umbria. Il Tuber magnatum Pico si sviluppa in terreni che devono restare freschi e umidi sia nelle fasi di germinazione che in quella di maturazione. L’arrivo della pioggia, dunque, fa sperare cercatori e appassionati che affollano mostre e sagre dedicate al tartufo.  Città di Castello, capitale della “trifola” è anche capofila del territorio dell’Alta Valle del Tevere, come socio dell’Associazione Nazionale Città del Tartufo, della proposta di candidatura, presentata dal MiC per l’Italia all’UNESCO, della “Cerca e cavatura del Tartufo in Italia: conoscenze e pratiche tradizionali” affinché il vasto complesso di saperi che consentono ai tartufai  di cercare e cavare il prezioso fungo, fosse riconosciuto come patrimonio immateriale dell’umanità, garantendone la salvaguardia e la trasmissione alle giovani generazioni.

intervista a Luca Secondi sindaco di Città di Castello

“La mostra da sempre ed ora più che mai è un evento fondamentale per il tessuto economico-turistico del nostro territorio – ha dichiarato Mauro Severini, in rappresentanza del comitato promotore – con il contributo di tutti siamo riusciti ad allestire una edizione in sicurezza, mantenendo vivo lo spirito della manifestazione che fa parte integrante del nostro tessuto cittadino, della storia, delle tradizioni”. “Il tartufo è una eccellenza che caratterizza da sempre il nostro territorio e da oltre 40 anni grazie alla mostra mercato riesce a promuovere la città e le altre eccellenze culturali, storico-artistico-ambientali. Grazie anche al tartufo ed al suo richiamo irresistibile, i ristoranti e le strutture ricettive sono tornati ad essere al centro dell’attenzione e gradimento di turisti e visitatori come nei migliori momenti del passato: segnali che fanno ben sperare per il futuro”, ha precisato il sindaco di Città di Castello, Luca Secondi che ha ringraziato tutti gli enti, l’associazione mostra del tartufo, la regione Umbria, il Gal e i comuni altotiberini per la fattiva collaborazione e sinergia. Durante la tre giorni della mostra nelle piazze del centro storico si svolgeranno mercati, saloni, degustazioni, laboratori del gusto, cooking show. Non mancheranno eventi, quali degustazioni gratuite, a base di piatti tradizionali con ricette impreziosite dal pregiato tartufo che sono organizzate tramite il progetto DeGustibus, finanziato dal GAL Alta Umbria con Il comune di Città di Castello come capofila. I cooking show vivacizzeranno la mostra e permetteranno ai visitatori di fare delle vere esperienze sulla conoscenza dei sapori e del gusto dei prodotti agroalimentari di eccellenza del territorio. Tartufo, prodotti enogastronomici locali e cooking show quindi nel centro storico di Città di Castello, all’interno del Mercato sapore di tartufo allestito come ogni anno in Piazza Matteotti dove saranno presenti come nelle passate edizioni, Giuliano Tartufi, Penna Tartufi, Il Tartufaro, Mirko Tartufi, Tartufi Martinelli e Jimmy Tartufi che proporranno il meglio del tartufo locale e dei prodotti a base di tartufi. Il Mercato dei Sapori d’Italia in piazza Gabriotti ospiterà invece produttori di eccellenze provenienti da tutto lo stivale, mentre il Loggiato Gildoni accoglierà’ le eccellenze locali nel Mercato delle eccellenze a #KilometroZero con i Presidi, i produttori locali. Saranno programmati molti eventi collaterali grazie alle collaborazioni con i partner della Mostra tra cui i presidi, L’Istituto di Istruzione Superiore “Patrizi – Baldelli – Cavallotti” e la stessa Associazione Nazionale Città del Tartufo, i canali dove trovare tutte le informazioni: