Comitato Valtiberina per la libera scelta: “Vaccini a scuola, ci sia una proroga”

CITTA’ DI CASTELLO – «Il Comitato Valtiberina per la Libera Scelta, composto da un gruppo di genitori di Città di Castello, San Giustino, Citerna, Umbertide e Sansepolcro, ha richiesto alle Istituzioni locali l’impegno ad adoperarsi affinchè tutti i bambini regolarmente iscritti nell’anno scolastico 2017 – 2018 e frequentanti i nidi e le scuole per l’infanzia possano portare a termine il presente anno scolastico, dal momento che, all’atto dell’iscrizione, essi erano in possesso di tutti i requisiti necessari e con la normativa all’epoca vigente, mutata solo successivamente al perfezionamento delle domande di ammissione». E’ l’appello lanciato dai membri dell’organismo in un documento che è stato inviato. Eccolo in forma integrale

Con riferimento al Decreto Legislativo numero 73 del 2017 dal titolo, “Disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale”, convertito in legge il 31 luglio 2017, che ha reintrodotto l’obbligo vaccinale per la popolazione 0-16 anni, imponendo n°10 vaccini obbligatori, il Comitato Valtiberina per la Libera Scelta, composto da un gruppo di genitori di Città di Castello, San Giustino, Citerna, Umbertide e Sansepolcro, ha richiesto alle Istituzioni locali l’impegno ad adoperarsi affinchè tutti i bambini regolarmente iscritti nell’anno scolastico 2017 – 2018 e frequentanti i nidi e le scuole per l’infanzia possano portare a termine il presente anno scolastico, dal momento che, all’atto dell’iscrizione, essi erano in possesso di tutti i requisiti necessari e con la normativa all’epoca vigente, mutata solo successivamente al perfezionamento delle domande di ammissione.
Vi è infatti la possibilità che dal 10 marzo 2018, tali minori già frequentanti il nido e la scuola di infanzia, in quanto regolarmente iscritti per l’anno scolastico in corso, vedano interrompere bruscamente il proprio percorso scolastico ed educativo in forza di una applicazione rigida della nuova normativa sull’obbligo vaccinale e delle disposizioni transitorie.
Pur non essendo questa la sede per accertare la corretta interpretazione del nuovo dettato normativo, di certo i genitori di questi bambini invocano un’applicazione costituzionalmente orientata della nuova Legge nel rispetto del diritto di tutti i minori, senza alcuna distinzione, a frequentare la scuola di ogni ordine e grado così come previsto dall’articolo 34 della Costituzione apparendo di certo ben più grave e incongruo un’interruzione del servizio educativo con intuibili ripercussioni sulla crescita emotiva e continuità educativa degli stessi da non sottovalutare.
La legge in questione non parla esplicitamente di esclusione dagli istituti scolastici e considera infatti l’anno 2017 / 2018 come periodo transitorio, proprio per dare la possibilità agli enti coinvolti ed ai genitori di muoversi in tempi ragionevoli per adempiere pienamente a tale obbligo ed in particolare, potersi informare sul programma vaccinale per ciascun singolo bambino, effettuare test pre vaccinali ed esprimere così un consenso libero e informato nel pieno rispetto dell’articolo 5 della Convenzione di Oviedo del 1997 “Convenzione per la protezione dei diritti dell’uomo e la dignità dell’essere umano riguardo alle applicazioni della biologia e della medicina”.
I nidi e le scuole per l’infanzia rappresentano una tappa cruciale nella vita di tutti i bambini, durante la quale iniziano a relazionarsi con i loro coetanei, a giocare un ruolo attivo all’interno della società.
Infine c’è da sottolineare che non sussiste, né a Città di Castello né nel territorio della Regione Umbria, un’emergenza sanitaria tale da poter mettere a rischio la salute dei cittadini, a maggior ragione la permanenza di questi bambini nelle scuole, per soli ulteriori tre mesi, non arrecherebbe alcun danno a nessuno.
Tale richiesta è stata avanzata anche in altre aree d’Italia e già accolta favorevolmente ed all’unanimità da altre Istituzioni (i Consigli comunali di Firenze, di Lucca, di Roma e Torino; i Consigli regionali della Liguria e la Giunta Regionale del Friuli Venezia Giulia) e la sua approvazione rappresenta una scelta di buon senso, volta ad adempiere sí ad un obbligo ma anche a farlo nella maniera più serena possibile, senza dover nulla togliere ai bambini, che sono e devono essere comunque considerati tutti uguali, sotto ogni punto di vista e rappresentano il futuro della nostra società, fatto di speranze e di sorrisi, seppur il contesto generale non sia del tutto roseo.
Per questo motivo questo gruppo di genitori si augura che anche le nostre Istituzioni locali possano accogliere la loro richiesta, uniti da un senso civico che non ha colore politico, ed adottino qualsiasi iniziativa opportuna, a livello istituzionale e politico affinchè vengano superate le criticità di una norma che rischia di travolgere e stravolgere un percorso educativo e di crescita gia iniziato.